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vere opere nuove, adattate alla voce dei cantanti.
L'infelice esperienza che si e sempre provato nelle passate stagioni in tutte le opere vecchie che si diedero, l'indole della compagnia, la grande difficoltà di trovare opere per essa adattate, sia pel genere di voce della Belloc, che per la qualità ed estensione di voce del tenore, mi persuadono essere mio preciso dovere di subbordinare all'È. Y. che mio parere sarebbe di scritturare almeno un altro Maestro di Musica per questa carnovalesca stagione mentre ci trovaremmo diversamente imbarazzati e delusi nelle nostre speranze di dare spettacoli atti a farci ottenere favorevole incontro.
Feci di già esaminare dal Lavigna (1) gli spartiti di Ricciardo e Zoraide di Rossini, e la famosa Vestale di Spontini, e non si trovano atte in modo alcuno, e qui unito rassegno lo scheletro preciso di dette opere fatto dallo stesso Lavigna.
Il Mose di Rossini si dà al Teatro Rè. e le altre opere che sto facendo esaminare, incontreranno da quanto sento difficoltà insormontabili, come se ne incontrerà anche nella Zelmira allorché si potrà scandagliare mentre non e giunto ancora in Milano un tale spartito.
Converrà adunque scriturare almeno un altre* maestro per scrivere la seconda opera di Carno-
(i) Il M. Lavigna è celebre principalmente per essere stato il primo ni iestro di Giuseppe Verdi a Milano. Secondo il Rovani « fu uomo di sufti — cicute sapere, d'antica pratica, sebbene lontano dall'essere un luminare dell'arte. »