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Contributo ad una biografia di Gaetano Donizetti
Lettere e documenti inediti
Verzino Edoardo Clemente
L. Carnazzi Editore Bergamo, 1896, pagine 196

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   la scena. Bisognerà vederlo e sentirlo ; strappò gli applausi e le lacrime a S. M. (i)
   L'anno venturo finirò il primo atto con un quartetto ed il secondo con una morte a mio modo. Voglio scuotere il giogo dei finali... ma per adesso finire a terzetto mai più, poiché- tutti mi dicono che se morissi, tornassi in corpo alla Sig. Domenica e rinascessi non farei più cosa simile....... ma
   io, incoraggito, mi sento capace di fare cose migliori.
   La prima sera dell'anno 1828 al S. Carlo di Napoli era andato in iscena 1' « Esule di Roma », colla Tosi, col Lablache e col Win-ther. E notevole il successo di quest'opera, quasi improvvisata. Furono applauditi e bissati molti pezzi, fra i quali un terzetto, che, dicesi, sia stato improvvisato da Donizetti in dieci minuti, al caffè del teatro, in un riposo fra un atro e l'altro, durante una prova. Mayr e Rossini applaudirono altamente questo vero tour de force, e lo stesso Barbaja ne fu cosi meravigliato che volle pagare 400 ducati in luogo di 300 la produzione... ciò che non
   (1) Oggidì ancora si reputa il terzetto dcll'iTsH/c una delle ispirazioni sublimi di Donizetti.