tusiasmo ancor fresco destato dalla sin « Sonnambuli », pure 1' « Anna Bolena » ebbe buon esito, e nelle successive rappresentazioni le fu assicurato un vero completo successo.
Il solito critico della Gaietta Privilegiata di Mnano così analizza il nuovo spartito Do-nizettiano :
« La cabaletta d'un' aria cantata da Rubini, una di quelle frasi di gran sentimento che forse spirerebbero inosservate su qualche altro labbro che non fosse quel della Pasta, e animati concetti nel finale, ecco l'essenza di ciò che piacque veramente nella musica dell'atto primo. Gli altri plausi che udironsi non eran dovuti che ai cantanti.
Ma all'atto secondo la cosa mutò d'aspetto e l'ingegno del maestro si manifestò con un raro rinforzo, In duetto, un terzetto, e tre arie sono di bella e grandiosa composizione. In quanto all'esecuzione bisogna aver udito la Pasta e Rubini nelle due arie di genere e di fattura diversi per farsi un'idea sin dove può giungere la potenza del canto declamato e l'incantesimo dei suoni perfetti. Nel terzetto la Pasta, Rubini e GaMi mostra-ronsi non solo uguali a sè stessi ma veramente maestri nella perfezione dell'accordo fra essi. Ciò e tanto più mirabile in quanto che e giusto il dire che in questo pezzo singolarmente, complicatissimo di belle armonie, Donizetti si mostrò degno e prediletto allievo di Ma\er. IC giusto il mettere in un bel petsto presso questo ternario la giovine