La storia della antica Liguria di Girolamo Serra
CAPO SECONDO 12^feliceTrajano, qualora virtuosamente e a comune giovamento continui a governar la repubblica». E nel conferire il grado di capitan delle guardie disse all'eletto: «Ecco la spada de'vostri antecessori: adoperatela a difesa di me, se sarò buon principe, a gastigo, se reo». Richiamò gli esuli, vilipese i delatori, ritornò alle leggi e a'magistrati vigore
Una istituzione così sua propria, che a Tito medesimo era sfuggita, fu quella di dar ricovero e vitto tanto in Roma quanto in altre parti d'Italia a'fanciulli e alle fanciulle orfane e miserabili. A'Liguri e alle circostanti colonie riuscì gratissi-ma la fondazione alimentaria di Veleja città di aere puro, di vitto abbondante e temperati costumi. Un coetaneo vi numerò 279 bambini. Non solo i Velejati, ma i ricchi possidenti di Libarna, di Piacenza, di Parma e anche di Lucca, contribuirono sì largamente a quell'opera pia che poco vi rimase da fare alla liberalità del principe (I). *
Se Trajano fosse stato ristretto all'arti della pace, ciò gli bastava. Ma egli era un guerriero: e volle pertanto assalire Decebalo re de' Daci il quale, contento de' donativi fattigli dal timido Domiziano, non si moveva. Due guerre sostenne il Dace; nella prima fu vinto, nella seconda ucciso; e le sue vaste provincie, Sirmio, Bannato, Transilvania, Servia, Moldavia e Vallacchia, si popolarono di tante colonie romane che là ove tutto è barbarie all' intorno, la lingua latina è an-
(I) Lod. Muratori. Tavola di bronzo spettante a' fanciulli alimentar] di Veleja. D. Pietro de Lama ne ba data di fresco una esattissima descrizione. Panna.
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