La storia della antica Liguria di Girolamo Serra
CAPO QUINTO 367
di sua scorta passarono in Sardegna a ritentare l'impresa d'Alghero da Filippo Doria abbandonata. Ma gli Aragonesi le ributtarono con grave danno. Allora il re don Pietro propose una tregua, e in mediatore di pace il marchese di Monferrato, amico de'Genovesi. 11 governo accettò questi patti, quantunque alcuni cittadini assennati rimostrassero la necessità che Pietro IV aveva di tregua a cagione d'imminente guerra coi Casigliani. Oltre che gl'indugi sono d'ordinario giovevoli a chi possiede, e pregiudicano sempre a un governo di molti, nel quale si chiudono col tempo gli occhi a ciò che doveva essere, per accomodarsi a quello eh'è stato.
(1362) Il pronostico fu negletto, fors'anco deriso, ma si avverò. Perciocché il marchese com-promessario prolungò la tregua a dieci anni, lasciando intanto le cose nello stato in che si trovavano; spirato il decennio, non pronunziò alcun lodo, nè i Genovesi vi pensarono più. Il che diede animo agli Aragonesi di ricusare o ritorre le terre promesse al giudice di Arborea. Armò Mariano i suoi popoli, e in questa seconda guerra con uno de'più agguerriti stati di Europa, solo ragunò tante forze e ottenne tali vantaggi, che se gli annali de'Sardi fossero così eloquenti* come le antiche storie de'Greci, egli avanzerebbe di gloria tutti i capitani della sua età. Nel i366 il re d'Aragona mandò in Sardegna potenti soccorsi e ottimi capi; ma il Giudice cedendo a poco a poco il terreno, si ridusse illeso con le sue genti in Oristano, donde al momento che gli Aragonesi si promettevano l'espugnazione, uscì animoso,
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