Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese
LIBRO SECONDO. 99
consentite dai nemici di lui, fecero eh'ei si sot-n5o-n54 Emettessero e giurassero la conipagua. Ma queste animosità durarono molti anni ancora, e benché sembri stessero tra i privati e non minacciassero di punta la sicurezza dello stato, certo è eh* egli se ne risentiva; tanto che nel 1154 ricusavasi la dignità di console da coloro, cui la concedeva il consiglio. Fu d'uopo che la religione entrasse com-ponitrice delle avversioni: l'Arcivescovo Siro li scongiurava gì1 insigniti del consolato ad afferrare il timone delle cose, per remissione dei loro peccati; poi, il popolo che forse avea preso parte a quegli sconvolgimenti, prometteva di obbedire con pia cieca fiducia. Dalle quali assictirazioni blanditi, met-tevansi animosi all' opra, e nuove galee armavano, e gravosi debiti spegneano, infeudando un' altra volta àgli Embriaci i possessi ed i privilegi della Repubblica in Antiochia. Faceano insomma quanto nel breve durare del loro magistrato far poteano; chè se il confidare ogni anno gì' interessi dello stato a diverse mani, ha li suoi vantaggi, ha altresì i suoi pericoli : spesso 1' ambizione strascina la patria a perdizione ; ma l'imperizia ve la strascina pur essa ; e l'imperizia non di rado accompagna chi dalle private faccende va di lancio alle pubbliche.
Ora vengono novelli tempi all'Italia e a Genova. Movea dalla fredda Svevia quel potente che tutte le città della divisa penisola dovea conculcare prima, e a' proprii danni veder poi riunite, per procedere più animose sul cammino della libertà, con tanto
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