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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Come si parla e. come si dovrebbe parlare
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   Da ciò ne deriva che, la scarsa conoscenza del significato delle parole spesso riesce fatale a coloro i quali senza alcuna preparazione all'arte oratoria, si trovano lanciati dalle vicissitudini della vita pubblica a occupare inaspettatamente posizioni sociali per le quali non erano nati.
   Ricordo di un onesto industriale di Milano (arricchitosi a forza di lavoro, tenace, rude), mandato un giorno dai voti de' suoi estimatori a sedere nel consiglio comunale, in un momento in cui alle guardie municipali era stata mutata l'uniforme. Il buon industriale, desideroso di affermare la sua qualità di oppositore ai dirigenti l'amministrazione cittadina, si levò per protestare:
   — Essere cosa indegna della metropoli lombarda avere costretto le guardie di città ad indossare un mantello tanto macilento.
   E questa fa il paio con lo scerpellone detto da aJtro consigliere, costretto a porgere l'estremo saluto ad un collega morto:
   — Ieri mattina, quando scorsi la chiesa solennemente bardata a lutto____
   Poco mancò che la mestizia della cerimonia non fosse sopraffatta dalla ilarità degli ascoltatori !...
   — « Ma, le parole hanno il significato che chi le pronuncia vuol dar loro »; mi diceva un giorno, un chiacchierone impenitente, famoso per i suoi strafalcioni. « O non avete letto per esempio, la sentenza data da John Bridge, per assolvere una donna la quale aveva chiamato vacca una sua vicina? L'intenzione non era benevola; ma esaminando freddamente l'espressione non si può condannare, perchè la parola vacca designa una bestia eccellente, pacifica, temperante, utile, robusta, intelligente, ecc. ».
   J. Gklli. 2