Come si parla e come si dovrebbe parlare 29
conferenza è una occasione buona per fare bella mostra di un abito nuovo... durante un'ora. E guai ! se col vostro dire obbligate il pubblico elegante a restare davanti a voi oltre l'ora fissata. Potete essere certi o quasi che la volta successiva parlerete davanti a molte file di seggiole vuote.
Ma, la conclusione? Eccola netta e cruda. Il conferenziere superficiale, quello vanitoso, l'altro seccatore hanno il pubblico che si meritano; perchè i conferenzieri sono troppi, ma troppo pochi quelli che per scienza e per arte oratoria meritano di essere ascoltati con religioso raccoglimento. E que' pochi che tali sono, hanno il torto di non farsi udire più spesso, perchè in allora
diminuirebbe il numero dei conferenzai.
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L'arte oratoria, già lo dissi, trae argomento dall'Universale; e perchè in pubblico si può parlare dei più svariati argomenti, ne deriva una serie di forma del favellare, infinita tanto, quanto possono essere i soggetti che dànno vita al discorso. Però, tutte codeste svariatissime forme di dire, si possono praticamente riassumere in : eloquenza sacra (propria alle cose religiose); eloquenza giudiziaria (appartenente agli avvocati e ai magistrati); eloquenza didattica, che ha di mira l'istruire e l'educare; l'eloquenza politica, che ha di mira il pubblico bene; e per ultimo l'eloquenza sentimentale, la quale trova la ragion d'essere nelle riunioni augurali, nelle pubbliche feste, nelle cerimonie d'ogni specie, nelle commemorazioni ecc.
A quest'ultima specialmente, perchè alla portata di tutti i mortali, si riferiscono in particolar modo gli esempi scelti nel compilare questo volume.
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