GLI ULTRA
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ca e sottile mensa degli altri: per lui una ca-merina tutta ripulita ed elegante. E non sarà egli il bastone di questa mia vecchiaia? non m'ha a levar egli questi cenci da dosso? non ha.... „ Aspetta povero vecchio e vedrai!
L eccellentissimo nostro incomincia frattanto a rizzar tribuna dove meglio gli viene, ma più che altrove all'osteria ed al caffè: quivi egli si mette a vomitare quel beverone detto di sopra ed eccolo predicare gli uomini tutti fratelli, il popolo sovrano: eccolo gridare: libertà, libertà, uguaglianza, uguaglianza quivi egli bocia quanto ne ha in gola che, a migliorare la società ed il mondo, ci vuole in primis una moralità che non abbia paura di paragone : che bisogna conservar la coscienza intera dalla minica tècca : che le opere nostre debbono essere sante ed irriprensibili: che i nostri pensieri debbono essere puri come il sospiro degli angeli; e tutto questo predica, grida e bocia quanto nha in gola in mezzo ad un capannello di giovanotti di prima barba i quali ascoltandolo con tanto d'occhi vanno tutti in dolcezza a queste magnifiche e sonanti parole ; ed all' ultimo pagano al bravo tribuno o la cena o il sorbetto. In processo di tempo l'eccellentissimo, non si sa come, mette insieme qualche sommarella e pensa di accasarsi