Storia della Grande Guerra d'Italia di Isidoro Reggio
LA GRAND,E GUERRA D'ITA LIATutto questo presupposto politico dell'alleanza crollò con l'azione austriaca nei Balcani, e segnatamente con la provocazione della guerra. Era naturale che von Merey divenisse impossibile a Roma; ma era forse altrettanto naturale che il suo successore, chiunque egli fosse, avrebbe trovato non minori difficoltà...
Il successore era il barone Carlo Macchio, primo capo-sezione al Ministero degli Esteri a Vienna, uomo di fiducia del conte Berchtold.
« Il barone Macchio — scriveva la Tribuna — è uno specialista di questioni balcaniche, e gli è riconosciuta una competenza singolare in cose albanesi, in materia cioè dove la conoscenza di precedenti e di direttive politiche deve essere sussidiata dalla conoscenza degli uomini. »
Il barone Macchio arrivava a Roma con una missione speciale?
A questa domanda così rispondeva il Corriere della Sera :
« Le circostanze straordinarie del momento autorizzerebbero quasi a pensarlo. Certo, la sua lunga permanenza al Ballplatz gli deve rendere possibile d'intendere ciò che la politica austriaca può o non può in fatto di rapporti coli'Italia, fuori di ogni dubbiosità e di ogni equivoco. Il signor Macchio viene da Vienna a Roma in un'ora grave, che richiede alla diplomazia austro-ungarica grande serietà, grande capacità, e sopra tutto grande intuito della realtà.
« La realtà italiana rimase sempre lontana, quasi e-stranea all'intuito della diplomazia austriaca. Saprà il nuovo ambasciatore avvicinarsi alla realtà italiana, e intenderla meglio del suo predecessore? »
Intorno al nuovo ambasciatore così scriveva il Messaggero :
« Il barone Macchio è un bell'uomo, di una cinquantina d'anni circa, alto, robusto, con barba grigio-bianca, dall'aspetto sereno, anzi lieto, elegante, di modi assai gentili.
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