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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Ancona il
Incontro, a destra, è la cappella di San Lorenzo, nel cui altare vedesi un quadro ad olio, rappresentante il illarlirio di San Lorenzo ed in alto, Santo Stefano, stimato lavoro del Rodesti, di cui molti asseriscono essere la più bella opera. Nelle pareti sono alcune tavole di scuola greca, altre giottesche, di non comune interesse perla storia dell'arte. La cappella del Crocefisso, in fondo al braccio destro della crociera, è degna di ammirazione, perche conserva ancora l'antica forma.
L'intercolunnio che chiude l'abside si innalza con un ballatoio sino al nascimento della vòlta ornata di affreschi di buon pennello. Ricchi ili marmo sono gli altari di questa cappella e nel parapetto, o transenna marmorea della gradinata, sono da notarsi l'immagine di San Ciriaco, alcune scene del vecchio e nuovo Testamento ed altre figure simboliche di ammali incisi, o quasi graffite. La cappella di fronte è dedicata alla Vergine, venerala sotto il titolo di Nostra Donna ili Ognissanti. L'antica cappella ha perduto il primitivo carattere dopo ili essere stata ammodernata e ricoperta di intonachi, nel passato secolo, coi disegni del Vanvitelli. L'altare, a forma di ambone, è tutto adorno di marmi sva-riatissimi e pregevoli e vi si custodiscono diverse reliquie ed un pregevole arazzo.
Nella chiesa sono anche da osservare: il bel monumento sepolcrale di Gabriele Ferretti (fig. 4), situato presso la cappella di San Lorenzo, lavoro non spregevole, ina guasto dal tempo, e il sepolcro di Francesco Nobili, da Fermo, che vedesi a' piedi della chiesa.
Sotto la chiesa trovansi due confessioni. La prima, sottoposta alla cappella della Madonna; è sacra a San Ciriaco ed agii altri Santi protettori Marcellino e Liborio ed al R. Antonio Fatati, dei quali conser-vansi i corpi entro due urne marmoree, decorate di festoni di metallo dorato e di scolture del Varie. Le pareti ed il pavimento sono rivestite di lastre marmoree di verde antico, e di altri marmi nobilissimi sono incrostati i pilastri. La vòlta è decorata di buoni affreschi, con ornati, dovuti al pennello dello Schiavimi ila Filottrano, e con figure eseguite dal tedesco JIteli L'urna di San Ciriaco è di marmo imezi® e quelle dei Ss. Marcellino e Libo® sono di diaspro tenero di Sicilia. Agli altari veggonsi ì quadri seguenti : la Vergine Addolorata eà i Santi Benvenuto e Costanzo e la Flagellazione di Gesù, opere del Caccianiga. Nella cappelletta del B. Fatati vedesi una SantAnna, dipinta in pietra di paragone, dal Pallavicini.
L'ipogèo sottostante alla cappella del Crocefisso è denominato da Nostra Signora delle La-
grime, ed è sorretto da otto colonne marmoree e ila quattro di pietra sulle quali poggia una vòlta a crociera. Vi si conservano pregevolissimi frammenti di bassorilievi, di iscrizioni, e l'insigne cenotafio ili Tito Giulio Gorgonio (fig. 5).
Saul' pistillo (piazza Garibaldi). •— In origine
I'ig. 7.
Ancona: Porla «Iella chiesa di San Francesco (da fotografia Alinari).
era interamente costruita in stile gotico; ma nello scorso secolo fu ammodernata sotto la direzione del Vanvitelli. Circa l'origine ili questo tempio, narrasi che gli Anconitani, travagliati da morbo pestilenziale, edificassero questa chiesa per impetrare la clemenza divina. Dapprima fu detta chiesa di Santa Maria del Popolo in seguito ili Sant'Agostino, dai frati Agostiniani che vi officiavano evi avevano il convento. Dopo il 1800 ven-ner» demoliti l'abside e il presbiterio, per dare migliore accesso alla città, dovendosi, per lo innanzi, passare sotto uno stretto ed oscuro arco. Quindi del tempio non rimane, di notevole, che l'eleganti!