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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Bologna
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1900, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte* Terza — Italia Centrale
   discosto dal centro abitato e, sotto ogni rapporto, in condizioni più consone allo scopo, tanto nel riguardo dei degenti quanto rispetto ai sani.
   Il nuovo edifizio fu completato ed aperto all'esercizio nel 1800, dopo che gli infermi poveri erano stai' per alcun tempo provvisoriamente allogati negli ampli locali del soppresso monastero di Santo Stefano. Attualmente l'ospedale ha un patrimonio attivo lordo di lire 2.499.103 e, depurato da oneri perpetui e temporanei, di lire 1.784.031, con una entrata complessiva in crediti patrimoniali e non patrimoniali di lire 518.038 ed una erogazione in spese di beneficenza di lire 41G.995.
   Il Manicomio (fig. 79). — Era in addietro un comparto dell'Ospedale suddetto. Riconosciutasi la necessità di ampliarlo onde dar ricovero a tanti poveri infelici, nel 1862 la locale Congregazione di carità deliberò di erigere un edifizio apposito che mentre risponderebbe per ampiezza alle esigenze dei numerosi ricoverandi fosse pure adatto alle regole della moderna psichiatria. Nel 1869 ne fu posta la prima pietra. Tale fu lo sviluppo preso dall'istituto che può essere senza tema annoverato fra i migliori d'Italia. In esso trovano asilo oltre a 1200 mentecatti di cui molti appartenenti ad agiate famiglie delle varie Provincie italiane.
   Altre istituzioni benefiche d'Imola sono: l'Istituto del Buon Pastore, per fanciulle pericolanti e penitenti, fondato nel 1836, con un patrimonio lordo di lire 225.357;
   — l'Istituto Elemosiniero, con un patrimonio di lire 22.462; — il Civico Ricovero di mendicità Cerchiati, con un patrimonio di lire 236.137; — l'Orfanotrofio maschile, col patrimonio di lire 435.582; — l'Asilo-Giardino d'infanzia, con circa lire 300.000 di patrimonio; — il Conservatorio delle alunne di San Giuseppe, con lire 590.685 di patrimonio; ed un gran numero di cause e fondazioni di carattere elemosiniero, di lasciti dotali, borse di studio ed altre siffatte beneficenze amministrate dalle locali Congregazioni di carità, da parroci e da patronati speciali. Essi hanno un complessivo patrimouio lordo d'oltre un milione di lire.
   EDIFIZI PRIVATI
   Le principali vie d'Imola sono in gran parte fiancheggiate da porticati sulla guisa di Bologna. Non mancano anche in Imola edifizi privati, che per pregi architettonici, memorie storiche, buone collezioni di quadri e di oggetti artistici, sono meritevoli di menzione. Tra questi ricordiamo: il palazzo Sforza-Riario, il più bello d'Imola, con facciata a bozze di pietra, ove si osservano ancora le armi degli Sforzeschi; — il palazzo Sersanti, dallo spazioso porticato, buona architettura del Rinascimento (fig. 80);
   — il palazzo Della Volpe, appartenente anch'esso agli Sforza, che lo destinarono ai pubblici uffici ed alle scuderie; — il palazzo Dal Pozzo, ove conservasi, ad ornamento del superbo scalone, una Madonna di squisita fattura, attribuita al Donatello (fig. 81);
   — i palazzi Sassatello, Codronchi, Torrani e parecchie case di elegante costruzione moderna appartenenti alla borghesia facoltosa.
   SCUOLE Er ISTITUTI EDUCATIVI
   L'istruzione pubblica è diffusa tanto nel centro che nelle frazioni suburbane del Comune da buone scuole pubbliche e da istituti speciali d'istruzione secondaria, come le Scuole tecniche, il Ginnasio, il Seminario vescovile, ecc.
   Nel passato dava lustro alla gentile città d'Imola un'Accademia letteraria, fondata nell'anno 1G57 col titolo degli Industriosi ed avente uell'elenco dei suoi membri non pochi nomi rimasti illustri nella storia, nelle lettere, nelle scienze e nelle arti. Importante è la Biblioteca comunale, fondata nel 1747 dal minore conventuale imolese Padre Giuseppe Setti. In questa biblioteca, ricca di codici — tra cui un Salterio con belle miniature che appartenne a Tommaso Moro, lo sfortunato ministro di Enrico Vili