Fig. 81.
Imola: Madonna attribuita al Donatello (palazzo Dal Pozzo).
Imola (245
Fig. 82.
Imola: Miniatura d'un Salterio appartenuto a Tommaso Moro.
bltca, avvenne tra Uìa e Faenza. Com'era costume allora, il territorio rimasto in potestà dei vincitori, fu, dal dittatore, ripartito in massima parte fra i legionari, dando origine a quella simmetrica e regolare riquadratura degli appezzamenti di terreno, ben osservata dal Réclus e da altri geografi e storiografi, ancora oggi in questa regione esistente, salvo che nei tratti che per gli allagamenti dei fiumi in piena o per altre cause, ebbero modificate le loro condizioni topografiche. Forse a causa della riportata vittoria, che rimetteva in auge il suo prestigio e gli assoggettava vieppiù Roma, llìa, diventata centro d'importante colonia militare, ebbe largizioni e privilegi dal dittatore; Appio Claudio, prefetto delle milizie, ne fece la propria residenza come centro della colonia. Nel 673 Uìa fu da Siila dichiarata colonia militare fra le più distinte, ascrivendola alla tribù Follia, nnà delle trentacinque nelle quali vigeva il diritto romano. Per tal modo i cittadini ebbero voto nei Comizi generali, diritto alle cariche supreme e consolari, e si governarono con una patria Magistratura composta di 6 membri, ognuno dei quali era detto sexoviro. L'agro della colonia fu dal dittatore stesso limitato: al nord, dalla valle o palude Pad usa : ad est, dal fiume Unio; a sud, dallo spartiacque apennmico; e ad ovest dal fiume Sillaro, cosidetto — secondo la leggenda — perii gran ponte da cui Siila lo aveva fatto attraversare.
Appio Claudio, governando la colonia in nome di Roma e di Siila, le concesse tutte le leggi civili e religiose di Roma : ampliò e fortificò la città che n'era centro, vi eresse un anfiteatro pei gladiatori; vi aprì un campo detto Marzio o Siììaro, per lo esercizio della legione e la dotò poi d'un recinto o foro pei comizi, di un foro boario pel mercato del bestiame, di un foro venale per quello delle derrate, di un teatro.