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bero essere in noi, secondo l'ordine stabilito da Dio, e che non vi sono, per il nesso che abbiamo con Adamo, capo morale dell'umanità, il quale si ribellò a Dio (1).
Si noti il valore di questa parola : privazione. Chi dice privazione dice mancanza di una cosa che dovrebbe esserci. La pianta manca di movimento, ma non ne è priva. L'uomo che non sa leggere, manca di libri ma non ne è privo. Se il genere umano non fosse stato elevato allo stato soprannaturale nella persona di Adamo, la grazia ci mancherebbe, ma non ne saremmo privi. Ma Dio ci aveva dato questo privilegio: e noi lo abbiamo perduto per la colpa del nostro primo padre. Per tale colpa tutta l'umanità è decaduta dal primitivo stato a cui Dio l'aveva elevata: essa è impoverita, degradata: è priva dei doni che doveva avere.
Il peccato originale si trasmise a tutti gli uomini. Ne fu preservata solo Maria Santissima, per singolare privilegio.
Il peccato originale si cancella col Battesimo.
Per la redenzione e per il Battesimo l'uomo è « redin-tegrato nella condizione soprannaturale di figlio adottivo di Dio, benché non nei privilegi preternaturali della immortalità del corpo e della integrità o equilibrio delle sue inclinazioni. Restano quindi nella natura umana gli effetti del peccato originale, particolarmente l'indebolimento della volontà e le tendenze disordinate ». (Pio XI, Encicl. della crist. educazione della gioventù). Y. letture 12 e 13.
La dottrina del peccato originale, quale è narrata nella Sacra Scrittura, è il fondamento del dogma della Redenzione. Esso dà l'unica soluzione possibile al problema del dolore.
Conferme. — La verità del racconto biblico è confermata dalle tradizioni dei popoli antichi. « La caduta dell'uomo è il fondamento della teologia di quasi tutti i popoli antichi » (Voltaire, Filosofia della storia, c. 17).
I popoli, noli'espandersi per il mondo, portarono con sè questo concetto e lo rivestirono di forme poetiche. Tale è il mito di Promèteo,
(1) Da questa dottrina si distaccano Lutero e Calvino. Per loro il peccato originale è la corruzione della natura umana, ossia la concupiscenea, che tenne dietro alla caduta di Adamo e di Eva. Questa corruzione è tale che l'uomo non ha più il libero arbitrio, e non può evitare il peccato. La concupiscenza, e quindi il peccato, sussiste in noi anche dopo il battesimo, ma non ci è più imputato, in virtù della fede in Gesù Cristo. A tal dottrina si accostarono i Giansenisti, secondo i quali, dopo il peccato, la volontà umana è cosi indebolita che non può fare alcun bene senza la grazia efficace.