Stai consultando: 'La Religione esposta in lezioni pratiche per le scuole Volume I - La Fede', Can. Giulio Bonatto

   

Pagina (50/178)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (50/178)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Religione esposta in lezioni pratiche per le scuole
Volume I - La Fede
Can. Giulio Bonatto
Casa Editrice Marietti, 1932, pagine 160

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   IV. - L'INCARNAZIONE
   IL MESSIA PROMESSO
   Quando un artista ha formato nella sua mente il concetto di un'opera grande, spesso ne parla, tenendo viva nei suoi amici l'aspettazione del suo capolavoro. E non solo l'artista parla dell'opera sua, ma ne fa degli schizzi, degli abbozzi. Così fece Iddio per l'Incarnazione.
   Dio annunciò l'Incarnazione per mezzo dei profeti, e la adombrò in mirabili figure, cioè in personaggi, fatti, riti, che rappresentavano anticipatamente il Messia.
   Le profezie. — La prima profezia è contenuta nelle parole con cui Dio maledisse il serpente dopo il peccato di Adamo. Egli prometteva la vittoria sul demonio per mezzo del Messia, mediante la cooperazione di una donna, Maria. Nel corso dei secoli, Dio rinnovò la promessa di un Redentore ad Abramo, Isacco, Giacobbe. Giacobbe morente annunciò che il Salvatore sarebbe nato dalla stirpe di Giuda, il quarto dei suoi figli. Poi lo annunciano Mosè, Davide, e in seguito dall'anno 800 all'anno 400 prima di G. C., ricordano il Messia venturo i profeti propriamente detti, di cui i maggiori sono Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele (1).
   (1) Per più ampie notizie intorno ai profeti, vedi Voi. IV c. I, la Bibbia.