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La Religione esposta in lezioni pratiche per le scuole
Volume I - La Fede
Can. Giulio Bonatto
Casa Editrice Marietti, 1932, pagine 160

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 88 —
   I profeti annunciarono l'epoca e il luogo della nascita del Messia, i suoi caratteri, i suoi uffici, i suoi insegnamenti e i suoi miracoli, le sue umiliazioni, i suoi patimenti e la sua morte, e anche la sua risurrezione, la sua gloria e il suo regno senza fine. Dall'anno 400 in poi cessò ogni voce di profeta, e restò solo, sempre più viva, l'aspettazione del Messia.
   Le figure del Messia. — La prima figura di Gesù fu Adamo. Adamo fu il padre del genere umano. Dio, mentre egli dormiva, gli cavò una costa, e ne formò Eva. Gesù Cristo è il padre di un nuovo popolo, e Dio fece sgorgare dal cuore di Lui crocifisso la Chiesa, sua sposa (1).
   Altre figure di Gesù furono Abele innocente, tradito e ucciso dal fratello; Noè, che salvò il genere umano dal diluvio (l'inferno) per mezzo dell'arca (la Chiesa); Melchisedech, re e pontefice, che offre un sacrificio di pane e di vino (l'Eucaristia); Isacco, che, offerto a morte dal padre (Dio), porta il legno del suo sacrificio (la Croce) sul monte (il Calvario), e miracolosamente sottratto alla morte (la risurrezione), diventa padre di un popolo numeroso come le stelle del cielo (la Chiesa) ; Giuseppe venduto dai fratelli (Giuda), che diventa salvatore della sua famiglia; e poi Mosè, liberatore del suo popolo; Salomone, re pacifico; Giona, figura della risurrezione, ecc.
   Oltre le persone, furono figura di Gesù anche molti fatti e riti. L'a-gnello pasquale, il cui sangue segnò le case degli Ebrei e le preservò dalla morte, era figura di Gesù che col suo sangue redime dalla morte eterna coloro ai quali è applicato. La manna che nutriva gli Ebrei nel deserto era la figura di Gesù Cristo che nutre di sè l'uomo nell'Eucaristia. La pietra colpita dalla verga di Mosè che disseta, gli Ebrei nel deserto era figura di Gesù crocifisso. Il capro emissario che ogni anno il sommo sacerdote caricava dei peccati del popolo e cacciava poi nel deserto, era la figura di Gesù Cristo che doveva caricarsi i peccati del mondo. Il serpente di bronzo, mirando il quale gli Ebrei guarivano dai morsi velenosi, era figura di Gesù crocifìsso che salva quanti confidano in Lui.
   Iddio aveva anche preparato il mondo alla venuta del Messia. — Dopo essersi servito dell'impero degli Assiri per castigare il popolo
   (1) Dante vede in Adamo e Gesù rispettivamente la figura e il figurato, e ne fa i due cardini della storia dell'umanità. Egli colloca il Paradiso terrestre su un monte che s'innalza in mezzo all'Oceano, nell'emisfero australe, agli antipodi del monte Calvario. Secondo Dante, Adamo, cacciato dal Paradiso terrestre, fu mandato ad abitare ai piedi del Calvario, cioè al punto più lontano dal Paradiso terrestre e da Dio. Fu poi sul Calvario che Gesù Cristo espiò colla sua morte il peccato d'Adamo e divenne il Padre dell'Umanità redenta. L'arte cristiana colloca ai piedi del crocifìsso il teschio e le tibie incrociate, appunto per significare che la croce è destinata alla espiazione del peccato di Adamo, causa della morte. Il compito dell'umanità, secondo la concezione dantesca, è di partire dai piedi del Calvario, e, attraverso la meditazione del peccato e dei suoi castighi, e la purificazione ottenuta per mezzo dei sacramenti della Chiesa, risalire a Dio.