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La Vigilia di Natale
ovvero 'La riconoscenza filiale'
Cristoforo Schmid
Ditta Antonio Vicenzi Bassano, pagine 96

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   anche adesso. Gli furono tributati gli ultimi onori con salve d'archibugiate sulla sua tomba. Mia madre ed io fummo siffattamente contristati da quella mesta cerimonia, che ci sombrava che ci tirassero le archi bugiata sopra di noi. Molti soldati, allontanandosi dalla sepoltura, si asciugavano gli occhi; quanto a noi... noi eravamo inconsolabili. Mia madre aveva divisato di ritornare nella sua patria, dov'ella non aveva più i genitori, ma almeno alcuni buoni conoscenti, nelle case de' quali sperava di essere ben accolta, e di puter gua-d ugnarsi coi lavori delle due mani il necessario sostentamento. Noi eravamo da alcuni giorni in cammino, quand'ella cadde ammalata per istrada e con grandissimo stento ci potemmo condurre sino ad un piccolo casale; ma nessuno ci voleva alloggiare; finalmente trovammo ricovero a gran mercè in una piccola capanna.
   — Stiamo pur male qui! diceva mia madre; ma già anche la sorte di Maria non fu niente migliore della nostra: anch'essa fu ributtata dappertutto, e dovette passare la notte in una staila. Intanto la malattia di mia madre diventava ad ogni ora più grave; per lo che fece venire a sè un sacerdote e si dispose alla morte. Sopraggiunta la notte, la contadina cui apparteneva la capanna, venne da mia madre, e gii disse: — « Poiché siete sì gravemente ammalata, voglio fare qualche cosa per voi; e da lì a p co ritornò con una vecchia lanterna in cui ardeva un po' di olio, e la
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