DKLLA LINGUA ITALIAN*
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Gallia, parte dell' Elvezia, la Dacia, alcune regioni della Macedonia.
Nonostante però la romanizzazione dei paesi italici conquistati, i dialetti che diversificavano fra di loro sussisterono. I latini non potevano parlare agli Etruschi senza interprete. In Roma stessa abitavano anticamente « gentes lingua et moribus dissonae » (Livio. Hist. I, 7). Il popolo vi era cosi tenace dei propri dialetti, che Svetonio ci dice espressamente che Cesare ed Ottaviano facevano rappresentare i drammi « per mezzo di commedianti di tutte le lingue ». Cicerone dice: che gli Spaglinoli ed i Cartaginesi avrebbero fatto ridere se avessero parlato in Senato senza interprete. Tacito nel IV degli Annali scrive che un contadino spagnuolo, assassino del pretore Lucio Pisone, fra i tormenti gridò « nella lingua patria » che inutilmente
10 avrebbero interrogato, e finalmente Sulpicio Prete, scrittore del V secolo, ci fa sapere nel I dei suoi Dialoghi, che le lingue celtica e gallica erano in uso ancora al suo tempo.
Questi fatti a cni è da aggiungersi quello della prevalenza numerica, decisivo nella selezione naturale dei linguaggi. danno buoni argomenti a prò dell'opinione che i dialetti nativi non cessassero mai (li essere parlati anche liei migliori tempi della potenza romana.
Ammessa la coesistenza del volgare latino e dei dialetti naturali, è facile comprendere come questi non estinti mai, equilibrando le forze proprie col latino man mano che andava perdendo il suo carattere letterario, agissero con mutua vicenda e s'influenzassero in modo che quanto più
11 latino perdeva della sua autorità, tanto più gli altri comunica valigli del proprio carattere. E questi linguaggi che esercitarono non poca influenza snl colorito dei dialetti italiani posteriori, dovettero acquistare nuove forze allorché discioltosi l'impero e l'Italia ricomposta in comuni, l'idea latina non ebbe più l'eflicacissima potenza dominatrice.
Dunque il latino rustico, sparsosi in tutta la penisola e sovrappostosi ai dialetti italici, rimase per lungo tempo la lingua in uso, e modificandosi diede origine al volgare italiano.