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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   540 libro li. — parte seconda. racconto. i prosatori.
   quel che è notevole e che in un precedente paragrafo è stato già da noi notato, il secondo dei li^ri grammaticali portanti il nome di Sacerdote (qual che questi sia), è quasi identico coi Catholìea di Valerio Probo, il che ha dato luogo a diverse supposizioni fra gì. eruditi, dei quali alcuni credono, in connessione con altre loro opinioni, che Sacerdote abbia saccheggiato 'Valerio, altri viceversa, e altri che unico autore sia Sacerdote e i due scritti non sieno che due diverse redazioni della stessa opera.
   Da Ausonio poi si rilevano nomi di grammatici che fiorirono nel quarto secolo a Bordeaux, ma de' quali nuda resta se non questa relativa rinomanza procurata loro da Ausonio: sono per esempio, Macrino, Febicio, Anastasio, Con cor dio, Sucuro, Ercotano, Tata ssa, Citario. Kepoziano, Marcello di Narbona, Crispo, -Urbico, Vittorio, Acilio Glalrione.
   (1) Vedi Gramm. del Keil, V, p. 154, 13.
   (2) Ibidem, I. p. 118, 1.
   (3) Vedi Osann, de Flavio Capro et Agroecio grammatica, Gissae 1849.
   (4) Vedi Gramm. dei Keil, VI, p. 94, 6 segg.
   (5) Li raccolse B. ten Brink (Jub?e Maurusii de re metrica scriptoris latini reliquia? ^Utrecnt 18c4), Wentzel (Syrabo'® crit. ad bist. script, rei ruetr. lat. Breslau 1858, p. 18-25) e Keil (Qraestiones grammatica, Lips. 1860, pag. 15-22L
   (6) Vedi Putsche, Gramm. lat., pag. ,2623 segg., e Gaisford, Script, rei metr. pag. 242
   e segg.
   (7) Negli Analecta Gramm., Vienna 1837, p. 1-74 (cfr. ibid. p. 1-V). Il quaderno primo, il secondo, e il quinto, del codice, sono andati perduti.
   § 122. I due Donato, i Commentatori del primu dì essi, e Mario Vittorino e Maliio Teodoro.
   Nella metà dei quarto secolo fiorì il maestro di s. Girolamo, il grammatico e retore Elio Donato; circa la cui vita, stante la grande popolarità dell'uomo, si accumularono nel medio evo ben molte foie. Ci restano della sua grammatica due redazioni diverse: una più breve a domande e risposte, relativa solo alle otto part: del discorso (Ars minor) (1); l'altra in tre libri (2) che, oltre delle otto parti del discorso, tratta delle lettere, delle sillabe, dei piedi metrici, degli accenti e simili, e poi anche, in apposite parti, De barbarismo, De soioecismo, De metaplasmo, De scheinatibus, De tropis.
   Il libro prese gran credito nelle scuole, ed ebbe l'onore di commenti e di epitomi: ed anzi il nome Donato diventò i' nome s;mbolico della grammatica: ut jam non hominis nomen. sed ipsius grammaticae naberetur, sì potrebbe dire storpiando una celebre frase Qjintilianea E qui abbiam da notare quel Commentarius in artem Donati di Servio, del quale le due parti erano state dapprima separatamente pubblicate (3); e i due libri Explanationum in artem Donati di un Sergio, che mal fu detto Servio (4); e il Commentum artis Donati di un Pompeo anch'esso molto aao-prato, a quel che sembra, nell'insegnamento (5); e il Commentarius in Donatum del vescovo Giuliano del settimo secolo (6), ed altri simili lontani echi dell' antica gram-mat.ca latina (7).
   Ad ogni modo il contenuto della grammatica di Elio Donato è assai conforme a quelìo di Diomede e di Carisio, donde si deduce eh* essi abbiano attinto aile stesse fonti
   Edo Donato fu altresì celebre commentatore di Terenzio e di Virgilio. Il commento a Tererzio è superstite, ma nella forma in cu è al presente non si può credere che sia '1 genuino commento d Donato, bensì un commento ove assieme ad alti' si trovi fuso quello di Donato, La Vita Terent- la deve questi aver presa da Svetonio (8), Il commento noi a Virgilio, che non era solo alla Eneide e alle Geor-