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Storia della Letteratura Italiana nel Secolo XVI

U.A. Canello
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 327

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   IL MOVIMENTO TEOLOGICO E FILOSOFICO.
   293.
   di dodici libri Dalla instituzione morale, e 1' altro d^ opera non breve: Universai philosoplua da moribas (1).
   Mentre la scuola padovana e bolognese giungeva alla dottrina morale del naturalismo movendo dallo studio della natura umana . avestigata in se e per sè, astrazion fatta dalla rivelazione religiosa ; dal mezzogiorno d' Italia sorgevano altri filosofi, che dovevano pervenire alle stesse o a umili conclusioni, pigliando le mosse dallo studio della natura.
   Già il Cardano avea tentato di dare un'idea ragionale della natura uè' suoi ventun libro De subtilitate ne: quali faceva astrazione da ogni ingerenza di Dio nelle cose naturali (2) ; ma anche questa , come tutte le altre opere del filosofo e naturalista milanese, insieme a lampi, di gemo ha continue e curiose allucinazioni e stranezze ; e il merito d' aver rinnovato le scienze naturali c d' aver tentato una nuova filosofia naturale spetta al cosentino B. Teles.o (3), che [ Fiorentino chiama g istamente « l'abbozzo del Galilei (4) ». Nel suo De rerum natura juxta propria principia (i due pi ini libri del quale uscirono a Roma nel 2 565, il rimanente a Napoli nel 1587), e in alcune dissertazioni speciali scartando l'elemento speculativo de la fisica ar stotelica, e attenendosi unicamente all'altro che consisteva nella osserva: .one dei fatti, egli rifoce la scienza della natura in sè e per sè senza preoccuparsi punto dei possibili suoi rapporti con Dio e coll'uomo. Nè già è da credere ch'egJ1* facesse ai molto progredire la scienza ; nè che 1 suo metodo sia perfetto : egli sa osservare, ma non esperimentarc ; e non può quindi risalire a riconoscer le legg, ; e quanto è rag;jnevole nel distruggere la parte generale della fis ja aristotelica (5), altrettanto si mostra ingenuo quando costruisce la sua , riponendo fattività fondamentale della natura nel caldo e nel freddo, considerati come forze contrarie. Materialista schietto, nel senso più crudo della parola, egli definisce la sostanza che vive e pensa negli animali e nell'uomo uni u materia tenue e calda (6) », ciò che del resto non gl'impedfSCc di erodere in un Dio autore del mondo c nell' anima immortale, ospite temporanea dell' umano organismo.
   I caratteri morau di una tale filosofia sono facili a intravvedere: il Telesio crede che noi nasciamo o virtuon o v;zios e combatte quindi Aristotile, secondo il quale la viri l è un effetto della consuetudine, cosa acquisita mediante la ripetizione degli att buon (7); lo scopo della vita è la propria conservazione e quind il suo concetto fondamentale un gretto egoismo. Egli concepisce 1' uomo nella natura e dest'nato a rimanervi; ha studiato più la natura che l'uomo, e però inclina a sottomettere 1' uomo alle leggi cieche e incoscienti dì lei. Di fronte alle pretese della morale scolastica, che dell'uomo voleva fare più che un angelo, egl s contenta che sia anche meno d ciò che potrebbe essere.
   La dottrina tìsica ed etica del Telerò trovò presto seguaci e continnatori ; e gioverà ricordare almeno i nomi di Agostiuo Donio che nel 1581 stampò a Basilea il suo De natura hominis; di Sertorio Quattromani, che in volgare espose lue damente la dottrina dell'amico e maestro; e infine di Tommaso Campanella che nel 1591 pubblicava la Philosophia sensìbus demonstrata, difendendo il Telesio contro le obbiezioni del Marta, e nel 1595 aveva già scritto un Compendio della filosofia telesiana edito solo nel 1617.
   Ma già l'esageratone del metodo telcsiano c i risultati teorici della sua spc-
   (1) Cfr. Labanca, Op. cit., 20-1.
   (2) Opera omnia; Lugduni, 1603; voi. III.
   (3) Nato 1509 e morto nel 1588.
   (4) Bernardino Telesio ecc I, 111.
   (51 « Destruendo quaia astraendo melior », lo disse già Bacone. Fiorentino, Op. cit., I, 242,
   ((il Fiorentino, Op. cit., II, 254.
   (7) Cfr. Fiorentino, Op. cit, I, 310-1,