Stai consultando: 'Storia della Letteratura Italiana nel Secolo XVI ', U.A. Canello

   

Pagina (304/343)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (304/343)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia della Letteratura Italiana nel Secolo XVI

U.A. Canello
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   296
   capitolo xiii.
   un interesse supcriore che concili la discrepanza degl'interessi secondari; e questu discorso della mente c la Prudenza. La prudenza riconosce non solo le leggi dell' individuo, ma anche quelle dello stato, anzi solo rispetto alla società i suoi dettati son legge, dovendo restar libero l'individuo di fronte a sò stesso La Prudenza egli chiama discorso temporale della mente poiché in via di continuo sviluppo. Per Bruno l'uomo si fa, e deve gloriarsi dell'opera propria. Si è avuto, egli dice, alle origini lo stato di natura, come mostrano i miti dell'Eden e dell'età dell'oro; era l'età dell'ozio, della mancanza di lotta e della coscienza del proprio valore ; nò il Bruno è d' accordo co' poeti pastorali e con alcuni de' poli liei taliar nel rimpianto. Egli vuole l'esplicazione delle torze innate, il lavoro, la lotta coi contrari e la tinaie conciliazione. La caduta della prima coppia u per lui voleva dire la n infrazione della legge puramente naturale, la vittoria dell' uomo sull' elemento » bestiale, il primo passo nella ,Tia del progresso e della storia. ... In Bruno » io trovo l'uomo con tutti gl istinti, con tutte le aspirazioni della civiltà moderna, » il quale prende sul serio il pensiero e la storia del mondo (1) ».
   Insomma , nella dottrina del Bruno si sente intonare, dopo il naturalismo esagerato del Telesio, novellamente un Sursum corda!, si vede d nuovo l'uomo, che per un momento parca destinato a conguagliarsi alla natura o anche a subordinarsi ad essa, rivendicare le innate prerogative ; e ciò non già in nome d' una trascendente rivelazione, ma in nome delia ragione che s< riconosce progressiva, capace quando che sxa di andar a fondo di tutto 1' ui verso, e di scop ire le sorgenti misteriose di tutta la vita. Nel Bruno, pur con qualche «mperfez me, è giunto a maturità il pensiero dell'umanesimo rinato.
   § 2. — La scienza dell' amore.
   Nel capitolo secondo di quest'opera abbiamo indicato le diverse fasi 3 forme dell' amore nel c nquecento ; e jn altri capitoli successavi abbiamo poi stud a.to gl'ideali e le idee che rispetto all'amore hanno prevaluto spe< almente fra i poeti di questa età. Ci resta ora di vedere Quello che nei dialoghi fu disputato e nelle orazioni e nei trattati ragionato sulì' essenza d' amore, e sulle diverse sue forme, in quanto costruiscono o infirmano la base della convivenza sociale, la famiglia ; e di toccar poi delle opere che espongono le regole della buona convivenza di società in generale.
   L'abbondare del meretricio e lo svolger si di trammezzo ad esso della cortigiania, fu, come già vedemmo, uno dei fatti più notevoli della prima metà del secolo decimosesto. E la vita delle cortigiane parve degno oggetto di considerazioni, d'ammaestramenti o di redargu zi mi. La redarguì »,.)ne è la nota generale; ma sonvi pur scritti nei quali e aperto lo scopo d'insegnare a queste donne le raffinatezze della loro arte.
   A questa classe appartengono parecchi dialoghi, di Pietro Aret'.io, de quali offriamo qui i titoli, seguendo l'ordine de' tempi, dolenti che l'estrema rarità loro ci tolga di darne quelle notizie che la decenza permettesse. Vien primo il Ragionamento della Nanna e dell' Antonia fatto in Roma sotto una Ficaia, composto dal divino Pietro Aretino per suo capriccio e correzione dei tre stati della donna; Parigi, 1534. Seguita il Dialogo di Messer Pietro Aretino, in cui la Nanna il primo giorno insegna alla Pippa sua, figliuola a esser puttana; nel secondo l'ammaestra contro i tradimenti che fanno gli uomini alle meschine che lor credono ; nel terzo ed. ultimo la Nanna e la Pippa, sedendo nell'orto, ascoltano la Commare e la Balia che raggionano (sic) delle Ruffiane ; Torino 1536. 8' aggiunge il Ragionamento del Zoppin fatto frate e Lodovico puttaniere, dove conttensi la vita e genealogia di tutte le cortigiane di Roma; Venezia 1539.
   (1) Spaventa, Op. cit., p. 165.