OAPlTOIiO PRIMO.
dnn. Delle cose di Germania porgevano notizie rcgul ri gli « Atti medici c filosofici » di Copenaghen, gli « Atti dogli Eruditi » di Lipsia, dettati in latino dal Moncken, le u Nuove letterarie del Mar Baltico », che si andavano pubblicando a Lubecea, c le u Nuove Letterarie » di Germania. Ragguagliavano del progresso letterario e scientifico dell'Inghilterra u le Transazioni filosofiche»; della cultura della Svizzera, le u Nuove letterarie » dello Seheuczen c il u Museo Elvetico » del Blck. Il compito di rialzare in Italia le riviste letterarie al li vello de'periodici delle altre nazioni fu non d'un solo, ma d'una schiera di spiriti eletti, potenti , non sai più se di dottrina o d' ingegno. Vi spiccavano tra' più valenti il Vallisnieri, il Poloni, il Morgagni, il Muratori, Salvino Salvini, il facchini, il Fontanini e il Maffei. Gli capitanava quel miracolo di erudizione peregrina e molteplice che fu Apostolo Zeno. È tutto suo il concetto primo d' un periodico che rispondesse degnamente al bisogno de'tempi e alla fama degl'Italiani. La pubblicazione ebbe principio il 1710. Il titolo non fu nuovo. Il Zeno vi raccolse c fuse, se così si può dire, l'eredità del Nazzari e del Bacchini, c lo chiamò il a Giornale de' Letterati ». Il Matfei, invitato a scriverne la prefazione, parlò da suo pari de' giornali stranieri c degli italiani, avvertì in elio si avvantaggiassero gli uni sugli altri, tracciò la via e gì' intendimenti del nuovo periodico.
L'opera del u Giornale de' Letterati » non si estese oltre l'Italia. L'esempio delle riviste straniere che si occupavano spesso e, il più delle volte, a catafascio delle cose italiane, non fu così seducente da farne allargare i confini. E d'altra parte erano tanti i veicoli i quali recavano le notizie dal di fuori, che se ne riputò, se non inutile, almeno superfluo per allora ogni nuovo tentativo. All'occhio do'collaboratori non era sfuggito che, aumentate col procedere degli anni le tipografie, s'erano anche moltiplicate quasi senza numero le opere a stampa; non era sfuggito clic, rese difficili per le condizioni della patria comune, frantumata in piccoli Stati, le comunicazioni d'una terra con l'altra, venivano a conoscenza de'libri prima gli stranieri che molti do' letterati italiani. Succedeva anzi dì spesso che lo notizie di parecchie opere a stampa giungessero in alcune provincia unicamente dal di fuori. Informare pertanto gli studiosi delle opere di vario argomento chc fossero uscite da un capo all'altro d'ftalia; soccorrerne co'ragguagli i desideri di quelli, cui la molteplicità de' volumi avesse tolto modo di farne l'acquisto od anche la conoscenza; mettere in guardia i mcn cauti dagl' inganni a cui avrebbe potuto condurre la speciosità de'titoli; rialzare, in una parola, e propagare il buon gusto letterario, corrotto da' vizi delle scuole e dalla imitazion do'Francesi, fu l'intendimento del Zeno c degli altri. Così concepito, il u Giornale de' Letterati » prese a uscire di tre in tre mesi, e proseguì con qualche breve interruzione per oltre trent'anni. I libri chc vi si toglievano a esaminare , furono indistintamente o di scienze, o di lettere, compresi gli Atti delle Università e delle Accademie. S'esclusero dalla rivista tutti quelli chc non lo avessero meritato per la povertà della materia, o non fossero usciti nel secolo. Quanto all'opere d'altre età, si circoscrissero le notizie all' edizioni contemporanee e non più. Le riviste furono intramezzate non di raro da dissertazioni di antiquaria e di numismatica, da ragguagli di scoperte scientifiche e da elogi di defunti. Nel u Giornale de'Letterati » si trovano, non in embrione, ma svolte e sicure le norme alle quali s informarono i più riputati periodici letterari e scientifici delle età successive. I giudizi, comunque non sempre accettabili per diversità di principi, s'informano sempre a temperanza. Nulla v'ha in essi chc accenni neppur di lontano al fare poco riguardoso della u Frusta letteraria ». I collaboratori erano gentiluomini, so non tutti di nascita, almeno di modi. E a onore del vero, piace confessare che dal u Giornale de' Letterati » non si scordò in nessun occasione il motto: « noblésse oblige ».
Utili un giorno a' contemporanei ed ora alla storia delle lettere e delle scienze sono le a Miscellanee Italiche e Matematiche » del Roberti: c più giovevole an-