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Storia della Letteratura Italiana
Il Seicento
Bernardo Morsolin
Francesco Vallecchi Milano, 1880, pagine 170

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a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO SECONDO
   EPOPEA.
   Giambattista .Marini — Alessandro Tassoni — Francesco Bracciolini — Giambattista Lalli — Lorenzo Lippi — Alessandro Marchetti — Tommaso Ceva — Niccolò Forteguerri — Le avventure di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.
   Le eensure, talvolta anche giuste, non valsero a gettare il disprezzo e la dimenticanza sulla Gerusalemme Liberata. La scelta dell'argomento, a osi consono alla natura de' tempi, la perfezione del disegno, quel non so che di armonico delle parti col tutto, que' tocchi magistrali nella pittura de' caratteri, quella tenerezza pudibonda negli affetti, condita sempre e dovunque d'una soave melanconia, e lo spirito altamente religioso che rifa cristiana la poesia, folleggiale da lunga età co' Gentili, erano pregi troppo peregrini e troppo attraenti 'perchè si potesse por mente a' pochi difetti che ne deturpan la forma. Tutto questo ha fatto sì che come i poeti de' secoli anteriori s'erano ispirati di preferenza all'Alighieri e al Petrarca, così quelli del seieento s'avessero a modellare sul Tasso. Molti, a non dire innumerevoli, sono i poemi che uscirono, dopo il cinquecento foggiati sulle norme della Gerusalemme Liberata. Pubblicato l'Orlando furioso' l'Italia aveva assistito a una turba di poeti ehe , ricalcando le orme dell' Ariosto' s'erano sbracciati nel comporre una serie sterminata di poemi cavallereschi caduti in dimenticanza prima aneora che useiti alla luce. La smania d'imitare il Tasso fu di gran lunga più ardente. Chi potesse raccogliere tutte le epopee, foggiate su quel modello giungerebbe, io credo, a comporne una giusta biblioteca. Ma certi pregi, talvolta anche non piceoli, nella scelta dell'argomento e nella condotta del lavoro, non bastarono a salvarle dalla dimenticanza de' posteri Chi sa sottomettersi ora alla pazienza di leggere almeno la « Conquista di Granata » di Gi-rolaino Oraziani, dove la critica non può non ammirare l'armonica disposizion delle parti col tutto e una certa varietà e melodia non comuni nella fattura del verso? L'unico poema che sopravvive in qualche modo al naufragio generale, è l'Adone.
   Il Tasso, innoltrato negli anni e affranto dalle sventure, aveva cercato un asilo che lo salvasse dallo sdegno, coni' egli diceva, de' prineipi e della fortuna, presso 1 vecchi amici di Napoli. Nelle case del Manso, ov'era aecolto con la più cordiale ospitalità, accorreva a vederlo e a onorarlo il fiore della cittadinanza. L discorsi si aggiravano per lo più intorno ad argomenti letterari. La parola del poeta v'era accolta eome la sentenza d'un oracolo. A quelle conversazioni assisteva spesso e ne faceva suo prò Giambattista Marini, « un giovinotto di ventanni, scrive il Settembrini, uno scapato, un feminiere, ma di bell'ingegni e di buon cuore ». Natura eminentemente poetica, s'era ribellato fin da' primi ama a' voleri del padre, un magistrato che s'era fitto in capo di fare del figlio un valente leguleio