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Storia della Letteratura Italiana
Il Seicento
Bernardo Morsolin
Francesco Vallecchi Milano, 1880, pagine 170

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a cura di Federico Adamoli

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   EPOPEA.
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   leno, raffigurante il Marini, che narra a' due le proprie vicende, e 11' ha commissione di cantare gli amori della Dea con Adone. Il viaggio è proseguito poi sino al mezzo dell'isola, ove sorge, opera di Vulcano, una sontuosa fontana, adorna di statue e di bassorilievi, rappresentanti gli uomini insigni e l'arme gentilizie de'Borboni e de' Principi d'Italia. La fontana, i prati e gli alberi sono popolati d'innumerevoli cigni, ne' quali furono trasformati gli spiriti de' più celebrati poeti delle tre letterature di Grecia, del Lazio e d'Italia, da Orfeo, da Saffo, da Catullo e da Ovidio a Dante, al Petrarca, al Boccaccio, al Sannazaro, al Bembo, al Casa, al Tansillo, all'Ariosto, al Tasso e al Guarini. In mezzo a'cigni svolazzi qualche gufo, e qualche pica, gli sciocchi e pur presuntuosi facitori di versi, che si dettero aria di poeti inspirati. Adone e Venere pendono intenti ancora al canto de' cigni, quando Amore gli spruzza d'improvviso dell'acqua zampillante dalla fonte.
   Usciti ridendo dall'isola, montano un cocchio, che guidato da Mercurio attraversa la sfera del fuoco e mette capo alla Luna, la cui superfìcie, uguale a quella della terra, sarà un dì fatta nota da Galileo,
   Mercè d'un ammirabile strumento,
   Per cui ciò, eh'è lontan, vicino appare.
   Nella Luna Adone ravvisa la Natura all'entrar d'una grotta, il Tempo, il Fato, che impera alle Parche, la Verità, l'isola de' sogni e una serie interminata di mali. Di là trasvola il cocchio nel pianeta di Mercurio. L'auriga addita ad Adone la casa dell'Arte, ove ministrano, quali ancelle, l'Eleganza, la Filosofìa, la Matematica, la Legge, e tutte, in una parola, le scienze. Hanno sede in quel luogo gli artefici più rinomati. Da un mappamondo, tolto a una librei'ia, apprendesi dal giovane, sitibondo di conoscere il presente e l'avvenire,
   Quanto l' orbe contien dell' Universo,
   gli accidenti della terra, le guerre di Enrico IV e di Luigi XIII di Francia e quelle de' Duchi di Savoia. 11 cocchio s'innalza quindi al pianeta di Venere, ove risplendono, entro un torrente di luce, le donne più belle dell'antichità e de' tempi moderni, e superiore ad ogni altra la regina di Francia.
   .11 viaggio celeste non dura più di tre giorni. Ridiscesi, i due innamorati soggiacciono alle più strane e più inaspettate avventure. Marte, roso da una serpe, gettatagli nel cuore dalla Gelosia, monta il suo carro e scende in Cipro. Venere, avvertita da Amore, fa fuggire Adone, e calma con le carezze il Dio della guerra. Il profugo è accolto da Falsirena, la maga delle ricchezze, che, non corrisposta in amore , lo fa chiudere in carcere e custodir da un eunuco. Non disperata di vedersi riamata, dà mano agli incantesimi, scende all'inferno, risuscita un morto, e presentatasi al suo prigioniero sotto le sembianze di Venere, appresta un beveraggio, che in cambio d'innamorarlo, lo tramuta in uccello. Adone, uscito di carcere, vola all'aria aperta corteggiato dagli augelli, maravigliati di tanta bellezza, e dal sole stesso, che s'arresta a mirarlo. Le note dolorose, nelle quali prorompe entro il palazzo d'Amore alla vista di Marte e di Venere, lo fanno riconoscere a Mercurio, ehe, impietosito del caso, lo manda a tuffarsi nella fonte di Falsirena. Ripresa in virtù del lavacro la forma primitiva, fugge in veste di contadinella, inseguito in ogni parte da' satelliti della maga, trasformatasi in serpe. Molte sono le avventure nelle quali s'incontra involontario: caduto in mano agli assassini, assiste a combattimenti, a stragi, a giostre, a torneamenti, a sponsali, finche, pervenuto a una fonte, si sente narrare da una zingara i casi della vita avvenire. La bella zingara è Venere, che gli si scopre sulla fine del racconto, lo fa entrare nel palazzo, e lo invita al giuoco degli scacchi. Terminata la partita , ode dalla Dea come l'oracolo avesse vaticinato che sarebbe re di Cipro il più bel giovane