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CAPITOLO SECONDO.
altrettanti articoli di fede. Combattuto, per non dir berteggiato, da Giuseppe degli Aromatari, un giovane di vcnt' anni, studente aneora dell' Università di Padova, si sbizzarri da prima con gli a Avvertimenti di Crescenzio Pepe » e poi con la a Tenda Rossa », malmenando non solo il suo avversario, ina 1 Cremonino e il Beni, autori, secondo lui, o, per lo meno, ispiratori della polemica. Socio della Accademia de' Lincei, ne corrispose agi' intendimenti eon la pubblicazione de' » Quesiti » e de' u Pensieri diversi », una curiosa raccolta, ove a cose nuove e ingegnose vanno frammiste le più triviali ed assurde. Basti due clic vi si sostiene sul serio la inutilità delle lettere e la necessità del boia. Stomacato del governo degli Spagnuoli, eli'egli ebbe agio di conoscere in easa loro, quand'era al servizio del Colonna, il Tassoni aeeolse nel 1613 l'invito di Carlo Emnianuele di Savoia, 1' unieo tra' Principi italiani, ehe, liero della dignità della propria nazione, indirizzasse gli sforzi a scuotere il giogo straniero, u A dimostrare la debolezza della monarchia iberica e a sollevare contro il dominio forestiero i Principi e i cavalieri italiani » dettò in quella eorte le u Filippiche », due brevi, ma focose arringhe, seguite a breve distanza dalla nobile e sdegnosa u Risposta » al Soecino di Genova, che u nato in città libera, senz'obbligo di vassallaggio col re », sbracciavasi a dichiarare legittima la dominazione spagnuola in Italia. Male rimunerato dal Duea, il quale non ebbe per lui ehe parole di elogio e promesse, e dal cardinal Maurizio che lo costrinse a lasciarne il servizio, il Tassoni si ritirò nuovamente a vita privata, riaccettando, inoltrato negli anni, gli stipendi da prima del cardinal Ludovisi, e da ultimo del duca di Modena, ove finì di vivere nell'aprile del 1635. Libero e intero in mezzo ad uomini servi e corrotti, il Tassoni pensò sempre da sè, non peneolò mai nè a destra nè a sinistra, fu tutto d'un pezzo in seienzn, in politiea e in arte. Superiore al suo seeolo, eonobbe i difetti della letteratura e li combattè da eritico coraggioso ed acuto. Ammiratore del Tasso, tentò l'epopea eroica. Dell' « Oceano », ove tolse a soggetto la scoperta del Nuovo Mondo, non eompose ehe un canto. Nel sospenderne il lavoro, siecome di cosa non confacentesi a' tempi, avvisò almeno ehe il modello da seguirsi avrebbe dovuto essere non la u Gerusalemme Liberata » o 1' a Eneide », ma 1' u Odissea ». La fama del Tassoni è raceomandata sopra tutto alla u Secchia Rapita ».
La materia è desunta da' fatti della seeonda Lega Lombarda. I Bolognesi, rinfiammati da antiehi asti, assalgono di notte tempo i Modenesi, che viveano alla spartana
Senza muraglia attor, nè parapetto.
Il Potta o, eon altro nome, il Podestà di Modena, desto al romore improvviso, seende in piazza, eonvoea i suoi alla difesa e respinge 1' assalto. I Bolognesi si danno, sgominati, alla fuga. Riparatisi nella propria eittà , si rivoltano eontro i Modenesi, che gli aveano inseguiti fin dentro le mura. La lotta si rinnova più fiera ehe mai intorno ad un pozzo. I Modenesi, vincitori una seeonda volta, tornali;) in patria, vi reeano in trionfo la Seeehia, eon la quale attingevasi l'acqua, e la depongono nella torre maggiore « dentro una eassetta di eotone », perchè vi fosse custodita quale trofeo di battaglia. I Bolognesi, dolenti del fatto, mandano ripetutamente a chiederne la restituzione. Il rifiuto de' Modenesi porge 1 pretesto a una guerra a eui pigliano parte perfino gli Dei dell' Olimpo. Pallade e Apollo si schierano dalla parte de' Bolognesi, e diseesi in terra si fanno a infiammar gli animi de' Romagnuoli e de' Marchigiani. Baeeo, Venere e Marte pigliano in eambio le difese de'Modenesi: Baeco muove in Germania a chiamarvi i Tedeschi; Marte percorre le città italiane; Venere si reea in Sardegna a destarvi gli spiriti bellicosi di Enzo, che partecipa eoi eonscnso del padre alla guerra. In Italia non è eittà, non terra, non signorotto, che s'astenga dal mandare il suo contingente. Contro l'esereito de' Bolognesi, ingrossato dagli ausiliari delle Ro-magne e delle Marche, sta l'oste de'Modcnesi, capitanata dal Potta e forte degli