Andamento del campionato
La Juventus e i campioni uscenti del Torino diedero il via a «un'annata entusiasmante, indimenticabile» per il calcio torinese, risultandone un campionato ancor più emozionante del precedente, chiuso a punteggi record.
Nelle prime cinque giornate le piemontesi avanzarono a braccetto; il 7 novembre 1976 sconfissero nei rispettivi impegni le milanesi, dal canto loro già a –4 ciascuna. Al derby dell'ottava giornata, un mese più tardi, la Juventus si presentò con un punto di vantaggio: con un guizzo a testa, i «gemelli del gol» Graziani e Pulici decretarono il sorpasso. Il Torino condusse per qualche giornata, per poi venire agganciato dopo un rocambolesco 3-3 con la Lazio. Proprio i biancocelesti furono protagonisti in quell'anno di due momenti drammatici: prima persero il 2 dicembre l'allenatore del primo scudetto, Tommaso Maestrelli, spentosi dopo una lunga malattia; poi il 18 gennaio 1977, a un mese e mezzo di distanza, vennero colpiti dall'assurda morte del centrocampista Luciano Re Cecconi, ucciso con un colpo di arma da fuoco in una gioielleria della capitale a seguito di un tragico scherzo.
Le due torinesi, dopo continui sorpassi, conclusero a pari punti il girone d'andata il 6 febbraio 1977: fu peraltro la prima volta, nella storia della Serie A, che il simbolico titolo d'inverno andò in coabitazione a due formazioni della stessa città. La tornata di ritorno iniziò sulla falsariga delle prime quindici partite. La Juventus passò in testa approfittando della sconfitta del Torino a Roma, il 27 febbraio, poi limitò i danni nel secondo derby e condusse con un punto di vantaggio fino alla ventiseiesima giornata, quando a causa di un pareggio a Perugia fu raggiunta dai concittadini. La settimana dopo, sabato 30 aprile, un gol di Furino permise ai bianconeri di battere in extremis il Napoli e di approfittare così, il giorno successivo, del pareggio torinista in casa della Lazio riportandosi a +1 sui granata. Fu lo scatto decisivo, visto che la Juventus vinse le ultime tre partite e concluse il campionato, il 22 maggio, alla quota di 51 punti – tuttora un record, nei tornei di massima serie a 16 squadre –, seguita dal Torino a 50. Quattro giorni prima i bianconeri avevano già fatto propria la Coppa UEFA, il primo trofeo confederale della loro storia, a spese dell'Athletic Bilbao, portando a conclusione una delle migliori stagioni della Vecchia Signora; ai granata rimase il titolo di capocannoniere per Graziani, con 21 gol tutti su azione.
La terza classificata, una staccata Fiorentina, si fermò a 35 punti e fu protagonista unicamente della lotta per la zona UEFA a cui si aggiunsero Inter e Lazio, seguiti da un ormai sempre più solido Perugia che ottenne il pass per la Coppa Mitropa. Cadde a sorpresa in Serie B il Cesena, dopo l'exploit dell'anno precedente, mentre un Milan in crisi, costretto a richiamare in panchina il paròn Nereo Rocco per il girone di ritorno, si salvò solo grazie alla rimonta che, nelle ultime due giornate, sancì la seconda retrocessione del Catanzaro e quella della Sampdoria; i rossoneri raddrizzeranno tuttavia l'annata con il trionfo in Coppa Italia, in una stracittadina estiva contro i nerazzurri. Tra le note di colore della stagione, da segnalare l'incontro Genoa-Torino del 6 febbraio 1977, la prima partita della Serie A a essere trasmessa a colori dalla televisione italiana.
|