— 40 — *
— Voi siete un infelice ed io vi compiango!...
Franz si scostò vivapiente da noi, e quando ci volgemmo poco stante a. cercarlo egli era scomparso.
Io diedi ai fratelli le necessarie spiegazioni su quell'uomo singolare, imperocché mi cocesse ch'eglino il misconoscessero pienamente e gli volgessero le spalle. A-mendue mostrarono un vivo interessamento; Carlo divenne mansueto, e Leonardo osservò che di là dell'Alpi doveva cominciare un altro mondo, e che anche il padre suo tedesco, come abbiam detto, gli era pa-ruto diverso da tutti gli italiani. Io mi allietai in vedendo i due giovani desiderosi di distrarre Franz e guarirlo della sua strana idiosincrazìa. Per quella sera però ci bisognò acconciarci a non averlo con noi. La signora Eugenia aveva invitato graziosamente i fratelli a volerla accompagnare in teatro, ove si doveva rappresentare la Francesca da Rimini di Silvio Pellico con la Ristori. Quando la lo disse a Franz, ei la garrì fortemente pel condur'che faceva i giovani in un forno acceso, privandoli dei