54 Parte Seconda — Alta Italia.
nazionali, dalle quali può trarre incremento valido la coltura generale.
Molti cimelii, codici, edizioni rare ed incunabuli sono posseduti dalla Biblioteca cremonese: ma fra tutti ha fama universale nel mondo degli studiosi il preziosissimo Codice Sicardo. Questo codice, monumento storico di altissimo valore, fu fatto compilare nel 1210 dal vescovo Sicardo, su esemplari originali. Contiene 102 documenti, fra i quali due del secolo Vili, sedici del secolo IX ed una quantità dei secoli posteriori, toccanti tutti momenti e personaggi importantissimi non solo della storia di Cremona, ma d'Italia tutta, ed in parte, per rio clic riflette agli imperatori tedeschi, anche della Germania. Ond'e che il codice Sicardo è di frequente consultato e citato anche dai maggiori storici germanici.
l'alam di (ìiusti/.ia. — Trovasi nella via dei Tribunali e fu già Collegio dei Gesuiti; venne eretto nel 1700 ed ò notevole per la sua vastità. Vi hanno sede la Pretura urbana, il Tribunale civile, penale e la Corte d'assise: giudizi tutti dipendenti dalla Corte d'appello di Brescia.
Ospedale llaijjjiarc. — Sorge nella piazza e via omonima, nella parte settentrionale della città. Le origini ili questo ospedale traggono dalla filantropia del beato Fazio, patrizio veronese, stabilitosi in Cremona intorno alla metà del secolo Nili, e che per sollievo dei poveri infermi coi suoi beni e con altri mezzi raccolti da persone pietose fondò un ospedale detto di Santo Spirito, nelle vicinanze di un oratorio da lui per divozione in quelle località eretto. Prima di questo, però, altri ospedali esistevano nella città, e quasi ogni parrocchia, tanto entro le mura quanto fuori, aveva un ospedale proprio. Sino dal tempo del vescovo Auderio, sembra sul declinare del secolo IV, esisteva in Cremona un ospedale per gli infermi ed i pellegrini ; di un altro se ne ha notizia fondato dall'arciprete Ansperto nella sua casa por ricovero di pellegrini, poveri e fanciulli abbandonati. Esistevano inoltre presso ogni porla della città ospizi pei pellegrini, mantenuti dalla carità pubblica e dai sussidi delle chiese vicine. Ma essendo questi ospizi, nel processo dei tempi, impoveriti o per le scemate rendite o pel mal governo, non erano più sufficienti ai bisogni invece crescenti ilei sofferenti. Fu allora che nel 11.> I, per le esortazioni del canonico Timoteo Malici, la cittadinanza si diede a raccogliere offerte per ampliare e ridurre a migliore funzione l'ospedale fondato dal beato Fazio, che era anche lineilo che allora si trovava in migliori condizioni morali ed amministrative. Giorgio degli Uspinelli, canonico regolare vivente allora in Cremona, uomo autorevole e dotto, fu dal Comune e dai cittadini mandato in missione presso il papa — essendo allora gli istituti ospitalieri di jus strettamente canonico — per ottenere la facoltà di concentrare in un
sol corpo tutti i benefizi e redditi goduti dagli ospedali sparsi per la città e si male rispondenti al loro scopo: qualche cosa di consimile a quello che nello stesso periodo avveniva in Milano per la fondazione dell'Ospedale Maggiore, Nicolò V, allora pontefice, persuaso dalle ragioni dell'oratore cremonese, con bolla del 0 maggio 1451 concesse all'Uspinellì di erigere in Cremona « un ospedale grande sulla forma di quello di S. Maria Nuova di Firenze e di Santa Maria della Scala di Siena, intitolandolo Maggiore o della B. V. della Pietà, concentrandovi l'ospedale di Santo Spirito, altrimenti detto del beato Fazio, e tutti gli altri minori ». Da una lettera ducale di Francesco Sforza, data ai 21 giugno 1402, appare che i lavori furono tosto intrapresi e condotti avanti con grande alacrità. Colla creazione dì onesto granile ospedale, cessarono tutti i minori della città e diocesi e le loro rendite furono concentrate in questo. Il vescovo della città vi esercitava tuttavia piena ed ampia giurisdizione, siccome si può dedurre dalle costituzioni stabilite dal cardinale vescovo Francesco Speciani. Più tardi l'amministrazione del vistoso patrimonio ed il regolamento dell'istituto passarono, come il Monte, di pietà, a reggenti secolari, il che diede luogo ad un conflitto coll'autorità vescovile, cui prese parte anche S. Carlo Borromeo, e che durò a lungo. Colle riforme introdotte nella seconda metà del secolo scorso dal governo di Maria Teresa e di Giuseppe 11, l'amministrazione dell'Ospedale Maggiore di Cremona fu sottratta da ogni ingerenza e giurisdizione ecclesiastica e completamente secolarizzata.
L'attuale Ospedale Maggiore di Cremona — come osserva il I). Ilobolotti in una monografia storico-statistica sull'insigne Istituto — non fu fabbricato tutto in un tempo, né sopra un disegno prestabilito, nò interamente per l'uso al quale oggi rivolto; ma per una gran parte è costituito da un ampio e solido edilizio, che fu già chiesa e convento di frati, per l'altra dallo antico ospedale del beato Fazio, ed infine da nn aggregato irregolare e disforme di caseggiati alla meglio connessi ed adottati in epoche e con architettura e occorrenze diverse. Nondimeno, per la buona sua esposizione e positura in luogo appartato, lungi ila fabbriche, officine ed abitazioni insalubri o rumorose, per la grandiosità, robustezza e semplicità delle infermerie alte, ariose, lucide, asciutte— rammentanti le antiche forme e costruzioni ospitaliere predilette in Italia — per la disposizione dei locali che si prestano ad opportune divisioni e separazioni di sessi e malattie, facili e pronte comunicazioni, può a buon diritto considerarsi rispondente allo scopo di raccogliere e soccorrere il maggior numero di infermi nel minor spazio di terreno e colla maggiore agiatezza, sollecitudine ed economia possibile: scopi precipui d'un nosocomio.