Velletri fif/J
Furono rinvciinti liei territorio di Velletri, fra le mine delle sue splendide ville imperiali, molti capolavori dell'arte greca e romana, che ora si ammirano a Parigi, a Roma o a Napoli, come la PaUade e l'Unita frodilo nel Louvre, la Euterpe, e l'Urania nel Museo Vaticano, Leda col cigno, presso il principe Giustiniani, e i busti di Annibale, Augusto, Settimio Severo, ecc.. nel Musco Napoletano (C. Caiuunau, Man. ani. fig. velit.). Altri preziosi monumenti d'arte, ima ricca collezione di quadri, the, illustrati, getterebbero molta luce sopra Velletri artistica ed mi copiosissimo materiale scientifico ed archeologico (curiosità natili ali, anni ni pietra, medagliere, codici orientali, collezioni cufiche, egizie, etrusche, ecc.), erano contenuti nel Museo Ve 1 iterilo dei Borgia, per le cure del cardinale Stefano Borgia, ampliato ed arricchito al punto, da essere giudicato uno dei più importanti musei privati d' Europa. Tanti tesori però andarono perduti per la città che li possedeva, alla morte del cardinale (1804) e nei rivolgimenti del 1814, e parte passarono in Poma, per disposizione testamentaria, a Propaganda Fide, e parte, per vendita, al Museo Borbonico di Napoli.
Fn anche di Velletri Buggero Giovanelli (1560-1612), celebre compositoi® di musica, contemporaneo del Palestrina, al quale succedette nella direzione della cappella Sistina in Roma- Si lui di lui una ricca produzione di Messe, Canzonette, Villanelle, ecc., edite in Venezia, Anversa e Roma; e la correzione del graduale pontificio, pubblicata in due volumi dalla tipografia Medicea a Roma, due anni dopo la sua morte.
La città è situata pittorescamente sopra uno sprone del monte Artemisio (390 in.), al contine settentrionale della pianura Pontina, Era cinta da mura medioevali per mi circuito di circa tre miglia, ora quasi del tutto distrutte. Aria salubre, fabbricato decente, palazzi di buon gusto e vie comode, tranne quelle che conducono alla piazza del Comune (di Corte) alquanto scoscese. Fig. 220. — Velletri ; Campanile della
La porta Romana, costruita nel 1573 sui di- chiesa [li Santa Maria del Trivio (da segni del Vignola, fu atterrata per dar posto fotografia), all' att uale barriera di piazza Garibaldi, che
guarda di fronte il colle dei Cappuccini, dove erano piantate le artiglierie borboniche nel 1849. A destra, lungo la via che conduce a Vahnontone, a breve distanza dalla città, sorgono di fronte, ai due lati della strada, il Camposanto nuovo, col monumento ai caduti del 19 maggio 1819 eia Cantina sperimentale, con l'annesso vivaio di viti americane, quest'ultimo uno dei più importanti stabilimenti di tal genere che esistano in Italia.
Ritornando indietro, a destra del convento dei Cappuccini, è la villa Antonelli, con un esteso fabbricato, sul cui prospetto è murata una lapide che ricorda il combattimento del 1741. Là si ridusse Carlo III, in un momento che le sorti della giornata sembrava gli volgessero infauste. Evvi anche una chiesa, elegante disegno del Giansiuioni, un bravo architetto veliterno del secolo scorso. Presso la barriera di piazza Garibaldi, nel