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Fig. 230. — Velletri : Avanzi del Teatro della Passione (da fotografìa).
un'antica immagine (delle solite attribuite a S. Luca), che non manca di espressione e di grazia ingenua Evvi anche una tavola di greco artista, di quelli che emigrarono in Italia alla caduta di Costantinopoli, e rappresenta una Madonna col Bambino, detta della vita, i cui volti soavi arieggiano quelli del Beato Angelico.
Lungo la stessa strada si scorgono i palazzi Toruzzi e Beneventi, quest'ultimo di 1111 bel barocco — e la chiesa parrocchiale di San Martino, di elegante, disegno a croce greca, tra le migliori opere del Giansimoni. La chiesa e la sacrestia contengono alcuni bei quadri. Sono da notarsi un'antica Madonna col Bambino, detta dell'Orio, di buona fattura, chq una fantastica iscrizione latina sopra l'altare dice pure opera di S. Luca Evangelista, scambiato forse con Luca Fiorentino, detto il Santo, o con altro antico pittore del Rinasci mento; ed una tavola dei prmcipii del quattrocento, rappresentante una Sacra Famiglia, dalle figure mosse con naturalezza e con grazia.
In fondo alla piazza di San Giacomo rimane qualche vestigio dell'antichissimo Teatro della Passione (fig. 230), restaurato ai principi! del cinquecento, monumento prezioso, dove nel medioevo, all'infanzia dell'arte, si rappresentavano i misteri. Esso fu barbaramente atterrato alla metà del secolo scorso e devesi la conservazione del disegno al cardinale Borgia, che, non potendo impedirne la distruzione, lo fece incidere. La medesima sorte toccò alla casa della Magione (fig. 231), così chiamata, perchè vi ebbe la prima sede e vi rendeva ragione il podestà. I terremoti del 1800 e 1806 l'avevano già in parte diroccata. Di fronte era la Cancelleria (fig. 233) colla loggia dei bandi.
Velletri conserva numerose tracce di queste costruzioni medioevali, tipiche, adottate fino al quattrocento inoltrato, che dall'Uggeri e da L. Cardinali si fanno risalire oltre all'undecimo secolo, e trovano un riscontro nei piccoli edilizi entro la prima cerchia di Firenze e nelle città intorno a Roma. Avevano tutte un portico con una o piti arcate a tutto sesto, sostenute da pilastri sottilissimi. Le più antiche, di opera quadrata, in pietra albana (peperino), erano quasi tutte isolate col doppio piovente ai lati della facciata. E notevole ima di esse al vicolo Galliconi, ed altra in via Bragona (fig. 232).
La Cattedrale, dedicata a San Clemente, è presso piazza San Giacomo, all'estremità della città. Vuoisi costruita sulle ruine del tempio di Marte. Era di forma gotica : rifabbricata in parte e modificata nel 1662, in seguito alla caduta del campanile, che, colpito