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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Firenze
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 400

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   10 l'arie Terza — Italia Centrale
   Conio abbiamo visto, le vello \pruiiinirhe raggiungono in pochi luoghi la regione delle nevi perpetue, si clic non scendono di lassù, come dalle Alpi, atipie perenni : i fianchi grigi, scarni, sassosi di ipiei monti sono privi di ipirlle praterie verdeggianti che allietano le alpine regioni e solo si rivestono, dove il comporta la natura del terreno, della cupa e mesta vegetazione degli aheti, dei faggi, delle roveri e dei pini.
   Ma giù alle laide dei contrafforti dell'Alili \penniuo allargansi valli ridenti, ricche di lutti t doni di Celare odi l'omona, e clivi vagamente vestili di vili pampinose e di rigogliosi uliveti: i fianchi più elevali di qts? contiallorti e la laida slessa deH'Apennìno sono rivestili di castagni e di ipiercie.
   Verso le inaline poi, per l'esposizione vantaggiosissima del suolo e l'influsso del clima, sempre temperali), li paesi é simile talvolta ad un Eden: sulle colline, nelle villi e nelle pianure feracissime crescono o polrehhrro attecchire facilmente le piante delle regioni predilette dalla natura; e l'aria, tiepida quasi sempre e serena, vi è tutta profumata dall'olezzo dei fiori. Ma pur troppo quel-I aria è ancora iu più luòghi animili liala e pestifera per le maremme e paludi, con grave danno e maggior disonore dell'Italia.
   1\ Le valli principali degli Apefìiiitu. — Più regolari e più bassi delle Alpi, gli Apennini presentano ini carattere più umile anche nella formazione delle valli.
   Quelle che scendono ad angolo retto dal dosso principale sono la più palle anguste e aiizicheuó dir11te, di grande pendenza e non rosi spesso interrotte da strette o gole coinè nelle Alpi.
   I m le valli longitudinali primeggia quella del Po, di cui gli \penniiii l'ormano il lato meridionale e le Alpi il selteutriondìe. Codesta valle forma per lunghezza ed ampiezza (7 i-,907 chiloui. quadr. di barino) la pianura più vasta dell Europa meridionale.
   La valle del Pn, antico golfo dell'Adi ialico, è ora formala dai detriti dei inoliti circostanti trasportativi dai fiumi. A tale riempimento concorsero in diversa misura tanto leAlpi quanto gli Apennini.
   Una consimile, assai più piccola I vero, ma più fertile pianura valligiana del lato digradante degli \peniiini, è il Tavoliere di Puglia, già rinomalo rome quartiere d'inverno di olire un milione d' pecore, il quale stendesi fra la catena apeuiiiinea ed il Gargano, come sfondo del golfo di Manfredonia, ed e solcato da molli torrenti con lagune siili orlo.
   Nel versante Mediterraneo gli \ peti nini, in luogo di pianure declinanti, si formarono valli longitudinali più alle fra calene parallele, delle quali le più importanti sono quelle dell 'Entrila, della Vara, del Serrino, dell'Arno nfìl'Apeiuiino sellentrionale, del Tevere, del Sacco e del Liri nel centrale, del Carigliauo, del Volturno e del Calure nel meridionale»
   Una valle longitudinale consimile si l'ormò eccezionalmente nel lato orientale dello spartiacqna perchè l'Alcrno, destinalo al Mediterraneo dalla sua giacitura, invece di scorrere nel lago di Celano e costringerlo ad nn de.fiuvio ulteriore, unito al Pescara irruppe verso est fra le due cime più eccelse degli Apennini, fra il Gran Sasso e la Majella.
   Y. I valichi o passi principali degli Apennini — Dalla più parte delle valli Apeniii-niclie si transita, per quasi tutto l'anno, attraverso le selle di mediocre altezza, da una parte della linea di displuvio all'altra. Omeltiaiiio le ferrovie clic tulli conoscono, anzi ci reslringiamo a notare solo i più importanti fra i \alleili rotabili,
   La prima di queste strade passa presso al confi ne degli Apennini colle Alpi Ila Acqui per la valle della Iìormida, attraverso il collo dell'Altare (-105 in.) a Savona. La Bocchetta (77-2 m.) incile da Tortona per la valle del Leur.no in quella della Polcevera e a Genova.
   Una nuova strada dipartesi a Novi dall'aulica, giunge a Seri-avallo nella valle della Scrivi! e ìli quesla traversa Acquala, liiguroso, Pietra ISissara, Isola del Cantone e Villaveccbia finché arriva a Punico. Come abbiamo visto nella provincia di Genova, a Serravalle furono scoperti recentemente ì ruderi del l'aulica città ligure miburna. A Isola cessa la viticoltura iu grande, Umico non lui che poche vigne e meno ancora La Pieve le montagne sono coperte in parte di castagni e di qucrcie, iu parte ili pascoli alternati colla nuda roccia calcare. A lìusalla hi strada lascia la Scrivia e va per il passo di Giovi alla vetta più eccelsa della montagna, ove i! Gnuphuliiim Sioaehwadorna le roccie come foriero del clima meridionale. Sullo sparliacqua stanno alcune case da cui godesi la