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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Aquila - Chieti - Teramo - Campobasso
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1899, pagine 379
C1U
l'arte Quarta — Italia Meridionale
Fu pubblicato per la prima volta da Vincenzo Biadi nella sua dotta e più volte citata opera: Monumenti storici ed artistici degli Ahntzzi (Napoli 1889).Si sa che appartenne, conte feudo, ai Castiglione al tempo di Ferdinando d'Aragona.
Cóli, elett. Città S. Anpelo — Dioc. Penne — I'2 e 1 locali, Str. ferr. a Montesilvano.
Montesilvano (3868 ab.). — All'altezza di 105 metri sul mare da cui dista 3 chilometri e a 6 da Città Sant'Angelo, in colle, con aria saluberrima e in territorio feracissimo, segnatamente in cereali e in olio d'uliva e vino. Ridentissima è la chiesa di Montesilvano.
La frazione di Cappelle, che per popolazione supera quella del capoluogo, è rinomata, perchè ivi nacque e morì Don Oreste De Atnicis che si credette e fu creduto nuovo messia ed ebbe molti seguaci. Il prof. A. De Nino narrò le vicende di quest'uomo strano in un volume intitolato li Messia dell' Abruzzo, edito dal Carabba di Lanciano nel 1890, lodato e citato dal Lombroso e da Gabriele d'Annunzio nel Trionfodella Morte.
Coli, elett, Città S. Angelo — Dioc. Penne — P2, T. e Str. ferr.
Mandamento di LORETO APRUTINO (comprende 4 Comuni, popol. 12.583 ab.). — Territorio quasi tutto in collina, fra il fiume Fino a nord e il torrente Nora a sud, attraversato dal Tavo. Abbonda di granaglie, olio e vino.
Loreto Aprutino (5726 ab.). — Sorge a 307 metri sul mare, sul pendìo di un colle poco lungi dalla sponda sinistra del Tavo, a 0 chilometri a scirocco da Penne.
Merita menzione in Loreto Aprutino la chiesa di San Pietro, la quale, poverissima ni prima, fu arricchita di beni da Passone Normanno, conte Teatino, nel 1091. Ila una bella porta a rabeschi e meandri e sul davanti un portico in cui veggonsi tuttora quattro sottili colonne che sorreggono quattro archetti ornati di grossi capitelli a fogliame ricurvo coni lavori d'intaglio non ispregevoli. L'interno, a tre navate, è tutto rinnovato e poco o nulla più serba dell'antico. La cappèlla dedicata a San Tommaso d'Aquino, oltre un bel tabernacolo di legno intagliato e dorato, è abbellita da una statua, parimente in legno, del gran Dottore della Chiesa, di egregia fattura e mirabile soprattutto pei rabeschi graziosi del manto. Ogni anno, alla festa del santo, codesta statua trasportasi professionalmente per la città e il popolino le dà il nome di San Tommasuccio, come quella che rappresenta San Tommaso adolescente vestito, non coll'abito di monaco domenicano, ma con un robone rabescato in oro come abbiamo detto. È viva, in Loreto Aprutino, la tradizione di una visita che San Tommaso di Aquino fece, nella sua giovinezza, al castello e molti scrittori ricordano la dimora che ei fece, nel settembre, in una villeggiatura nel castello di Loreto. Nella medesima cappella aminiransi inoltre alcuni avanzi dì freschi del secolo XV, raffiguranti fatti allusivi alla vita di San Zopito, patrono di Loreto, e di San Tommaso : codesti freschi son però guasti dal tempo e dall'umidore.
Anche la chiesa di San Francesco merita qui menzione qual monumento pregevole per la sua porta ornata di colonnini che reggono più archi concentrici a tutto sesto, fregiati vagamente di fogliami, volute, capitelli e da due leoni poggianti sui capitelli delle colonne situate sul davanti e sopra i quali ergesi un fregio triangolare di bell'effetto. Nell'interno son da vedere un organo ad intaglio dorato e molte statue di Santi scolpite in legno con perìzia non comune.
Poco lungi da Loreto Aprutino sorge la chiesa antichissima di Santa Maria in Piano, notevole per gli importanti e bei dipinti a fresco di cui rimangono tuttora residui stupendi. Questa chiesa fu fondata forse dai Longobardi che occuparono la contea di Penne prima del 962. Vi si pon piede per un rozzo atrio costruito recentemente. La porta fu restaurata ed ornata d'intagli nell'anno 1559 dall'abate G. B. Umbriani, patrizio di Capua, il quale restaurò pure la torre delle campane, costruì l'abside qual'è tuttora, ornò di marini l'aitar maggiore, fece innalzare nel centro della chiesa