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LA. SAPIENZA DEL POPOLO
casalingo onde Sancio condisce largamente i suoi discorsi nel Don Chisciotte ; e se ammettiamo di poi che i rimanenti non sieno al tutto dissomiglianti a questi, rimarremo, credo, cpnvinti che sarebbe difficile apprezzarli più di quel che ai meritino. E non pochi sono di vena vieppiù sublime; imperocché, pigliando come ne abbiamo il diritto, Cervantes stesso quale il più fido e veritiero esponente del carattere spagnuolo, noi dobbiam aspettarci a rintracciare nei proverbi della Spagna una gravità pensosa, un'arguzia dignitosa, a trovare in essi lo spirito stesso della cavalleria, dell' onore e dirò anche della libertà -«¦ dacché nella Spagna, come in molte altre parti d'Europa, è il dispotismo e non la libertà che è nuova. Nè rimaniam noi delusi in queste nostre aspettazioni. Quanto squisitamente cavalleresco, in grazia di esempio, non è il seguente: Le mani bianche non ponno offendere (Las manos blancas no ofen-den)! Qual grave lepore in questo: L'asino sa bene a chi raglia in faccia (Bien sabe el asno en cuya cara rebozna)! Qual apatia veramente spagnuola, qual superba indifferenza in faccia alle calamità nel seguente: Se vedi ardere la tua casa, accostati e scaldati. (Quando vieràs tu casa quemar Uega te a esca-lentar) / Qual spirito di libertà che ricalcitra anche al sommo in quest'altro : Il re va fin dove può e non fin dove vorrebbe (El rey va hasta do puede, y no hasta do quierej! Qtìal alterezza castigliana nel seguente : Ogni laico in Castiglia potrebbe esser re, ed ogni ecclesiastico papa! — Il disprezzo che nutre lo spagnuolo verso il suo vicino peninsulare è espresso enfaticamente in quest' altro : Togli ad uno spagnuolo tutte le sue buone qualità e rimarrà un portoghese.
E anche degno d' essere notato, parmi, come una nazione si lasci andare, a un bisogno, ne'suoi proverbi, ad una sottile ironia verso sè stessa, mostrando