LA DIVINA COMMEDIA
45
dei frodolenti s'aggravano lo sdegno, il disprezzo e lo scherno di lui in modi vari e singolari, con invenzioni atroci, o rudemente comiche e grottesche. Ma una grande figura si eleva: Ulisse. « È una piramide, dice il De Sanctis, piantata in mezzo al fango ». Il Poeta ha profondamente sentita e incomparabilmente rappresentata la grandezza del suo eroe. Chi ricorda le colpe di Ulisse? Sono accennate per spiegar com'egli si trovi nella bolgia dei consiglieri frodolenti; ma non hanno nessun rapporto col suo ultimo viaggio, con ciò che a Dante tanto preme di saper di lui, e col racconto che egli fa: alto racconto epico, il quale ci porta ben lontani dal baratro infernale, alla luce del giorno, sul mare immenso; ed esalta la vita fremente di orgogliose speranze, di energia e di coraggio, ed è un inno alle più nobili aspirazioni umane: Fatti non foste a viver come bruti, — ma per seguir virtute e conoscenza. Nella stessa bolgia ov' è Ulisse troviamo Guido da Montefeltro, che in un racconto drammatico, efficacissimo sfoga il suo odio contro chi è stato causa della sua perdizione: il gran prete a cui mal prenda, Bonifazio Vili. E Dante, così implacabile contro questo papa, lo maledice ancora una volta per bocca di chi è nell' inferno proprio a cagione di lui, di lui vicario di Cristo! Nell'Antenòra, il secondo giro del nono cerchio, ove stanno i traditori, Dante trova Ugolino della Ghe-rardesca. L'orribile tragedia di Ugolino è l'episodio più popolare della Divina Commedia, quello che ha sempre scosso e commosso tutti, che lascia in tutti una impressione profonda e terribile.
Sin dalle prime terzine della seconda cantica si sente la letizia del Poeta, che non deve più descrivere le pene eterne e gli orrori del baratro infernale, ma canterà di quel secondo regno, dove lo spirito umano con l'espiazione si fa degno del Paradiso. Con diletto egli ritrae la dolcezza provata, uscendo dalla notte infernale, a contemplare la serenità e purezza del cielo. Non più demoni e mostri infernali: ecco apparire la maestosa, veneranda figura di Catone, il custode del Purgatorio, poi mostrarsi da lontano sul mare e giungere rapidissimo a riva un angelo a poppa di un vasello snelletto e leggiero, dove seggono più di cento spiriti. È il primo degli angeli bellissimi che vedremo nel Purgatorio. Fra gli spiriti allora giunti è Casella, musico e cantore, amico di Dante; e l'incontro dà luogo al primo dolcissimo episodio di questa cantica. Seguono quello di