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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LA DIVINA COMMEDIA 47
   il quale narra le colpe e i misfatti della Casa reale di Francia (e la condanna di questa è, su le labbra del suo capostipite, tanto più appassionata ed efficace); il prodigo Stazio (i prodighi sono uniti insieme con gli avari, come nell'Inferno). Per più rispetti molto interessante è l'episodio di Stazio; particolarmente per ciò che il Poeta gli fa narrare della sua conversione al cristianesimo; ma soprattutto piace per l'ossequio, l'affetto, l'immensa gratitudine che Stazio dimostra a Virgilio; e veramente egli ne fu studiosissimo imitatore e ammiratore devoto. Anche per questo dovè esser caro a Dante; il quale così felicemente ha immaginato e descritto l'incontro dei due poeti, lieto di poter esaltare il suo grande Maestro pure con le parole e gli atti di reverenza e di amore di Stazio. Nel sesto cerchio, dei golosi, l'episodio di Forese Donati è uno dei più commoventi fra quelli ispirati dagli affetti dell'amicizia: importante ed attraente anche per quel che vi s'intravede della vita giovanile di Dante. Pure pieni d'interesse gli episodi del rimatore Bona-giunta da Lucca, che è, come Forese, fra i golosi, e di due poeti, da Dante molto apprezzati, il bolognese Guido Guinizelli e il provenzale Arnaldo Daniello; i quali sono nel settimo e ultimo cerchio, dei lussuriosi. Dante deve traversare le fiamme, in mezzo alle quali i lussuriosi purgano il loro peccato, e descrive potentemente la sua tenace riluttanza e il suo terrore. Invano Virgilio cerca di persuaderlo, e amorosamente lo incoraggia e lo esorta, finché vedendolo star pur fermo e duro, turbato un poco gli dice: Or vedi, figlio: - tra Beatrice e te è questo muro. Udendo questo Dante si dà subito vinto, ed entra dentro il fuoco; ma ne sente tanto l'incendio che, per rinfrescarsi, si sarebbe gettato in un bogliente vetro (come già della superbia, qui egli ora si confessa 'apertamente colpevole della lussuria). Leggiadrissima nel Paradiso terrestre (la divina foresta deliziosa) è la figura di Matelda, la donna soletta che si già - cantando e scegliendo fior da fiore, - ond'era pinta tutta la sua via. Magnifica è l'apparizione di Beatrice. Dante alla presenza di lei, sentendo la gran potenza dell'antico amore, si volge a Virgilio (come il bambino impaurito o afflitto corre alla mamma) per dirgli che non ha una goccia di sangue che non gli tremi. Ma Virgilio, Virgilio dolcissimo padre, è scomparso, e Dante non può trattenere il pianto. Beatrice lo chiama per nome (quest'unica volta risuona nella Divina Commedia il nome di Dante), e lo ammonisce severa