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LIBRO PRIMO
tori dell' indagine qualitativa astratta 1' accordo con quella quantitativa, pure astratta, è più difficile. Applicare il calcolo alle cause ed effetti edonistici vuol dire misurare la forza di volontà, le soddisfazioni ottenute e non ottenute (piacere e dolore). I matematici puri non si curano di applicare i calcoli astratti di forze astratte alla realtà e lasciano ogni responsabilità di tali applicazioni edonistiche ai cultori della così detta scuola psicologica. Tanto F uno che Y altro indirizzo però si basa sul ragionamento, mentre il nostro sul puro esame dei fatti.
Ho detto più sopra che il nostro indirizzo ci sembra il più adatto per provare la possibilità, la necessità di separare il compito, nello studio del campo economico, qualitativo dal quantitativo.
Vediamo ora con quali criteri noi consideriamo la separazione dei fenomeni dal punto di vista qualitativo e quantitativo.
Ogni fenomeno aziendale risolvendosi in una entrata od in un' uscita, in un incasso od in una spesa, in un attivo od un passivo, ogni partita è prima qualificata in titoli, capitoli, paragrafi, numeri, poscia, accanto alla qualificazione, prende posto il numero, Y aspetto quantitativo (1).
(1) Colgo 1' occasione per rispondere ad una critica del Dott. Murray all' aver noi posto per oggetto della Scienza economica 1' azienda dell' ente sociale. Questo giovane lodato anche dal suo Maestro, il Pareto, (Vedi V. Pareto, Economia dimessa. Bologna Tip. Garagnani 1912), in un suo trattato di Economia politica R. A. Murray. Lezioni di economia sociale. Seconda edizione, Firenze, G. C. Sansoni 1912), pag. 237 dice : « non troviamo differenza fra l'osservare le scelte, ossia le azioni economiche, delle aziende, e quelle degli individui ».
« La distinzione di aziende procacciatrici ed erogatrici non è una distinzione che concordi pienamente coi fatti, ma è una astrazione che si può fare per comodo di studio, perchè non vi sono aziende puramente procacciatrici e puramente erogatrici, come non vi sono individui semplicemente consumatori e semplicemente produttori ».
Aggiunge che le aziende, delle quali lo stesso individuo fa parte, sono, per questo motivo, enti astratti, un'astrazione che si può fare per comodo di studio ! !
Alla lettera del Murray che gentilmente accompagnava il volume inviatomi, risposi poche parole e dissi : « 1' ente economico non è una astrazione ma una realtà ; nelle aziende procacciatrici, ad esempio nella ditta, uomini muoiono, escono, entrano e la ditta è sempre quella, 1' elemento pure ma-