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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PRIMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   Ora il periodo preparatorio nell' azienda è importante non meno dell' esecutivo della gestione, e siccome sono fenomeni reali questi preparatori così vanno studiati come gli esecutivi.
   2 - Il lato qualitativo e quantitativo nell' economia descrittiva delle varie categorie di fenomeni — Ho pure dimostrato la necessità di separare l'economia descrittiva dalla teoretica e quindi di studiare tanto nell' una che nell' altra distintamente il lato qualitativo ed il quantitativo.
   Neil' economia descrittiva, come è noto, i fenomeni generali, che si riscontrano cioè in tutte le aziende, vanno distinti a seconda che si avverano nel periodo preparatorio od iniziale, nel mediano e nel terminale. Nel primo periodo, anzitutto, il capo azienda enumera le proprie potenzialità onde primo momento : 1° Enumerazione delle potenzialità.
   2° Accertamento delle potenzialità aziendali, ossia misurazione loro per estensione, volume, peso e se si tratta di potenzialità personali attitudine a compiere una data quantità e qualità di servizi.
   3° Valutazione e stima in denaro di dette potenzialità. 4° Preventivo, conseguente alla stima delle potenzialità ed attitudine loro a dare un reddito. Proponimento di dividere e coordinare i compiti. Tutto ciò rende possibile la gestione od attuazione eventuale dei proponimenti (preventivo) che implica: 5° La divisione dei compiti fra il capo ed i componenti 1' azienda.
   teriale in essa si modifica continuamente, e cosi dicasi delle aziende di erogazione : nelle famiglie i membri muoiono e in esse ne entrano per nascite, adozioni, eppure la famiglia è sempre quella, e non è certo un' astrazione, ma una realtà.
   Aggiungo che il Murray pensa erroneamente che, per me, azienda procacciatrice e produttiva sia la stessa cosa, e sia la stessa cosa azienda ero-gatrice e di consumo, mentre ho dimostrato che produzione e consumo sono fenomeni generali comuni a tutte le aziende.
   A queste mie parole rispose in una sua lettera gentilissima il Murray:
   « Io sono oggi convinto che, sostanzialmente, il divario fra le dottrine che Ella sostiene e quelle della cosidetta Scuola di Losanna, cui appartengo, non è poi notevole.
   « Io ho avuto il torto, pel passato, di crederlo più grande di quello che è. Ma ora che ho avuto la fortuna delle sue personali spiegazioni lo vedo in gran parte superato ».