34 VITK DEGLI ECCELLENTI DOMANDANE
IX.
CONONE.
1. Cenone si (a benemerito della patria nella guerra del Peiopo»-neso. — II. Ridotte a mal partito le cose della patria, serve a Farnabazo contro gli Spariani. — 111 Tratta, per leltere, con Aita-serse, onde accusare Tisaferne come ribelle. — IV. Sotto la scorta di Conone, gli Spartani riescono vitto iosi presso Onidn; si libera la Grecia, e si ricostruiscono ìe mura d'Atene. - V. Mentre s'adopera per restituire i'Jonia e l'Eolia agli Ateniesi, ricn messo in ceppi da Teribazo.
I. Conone, ateniese, entrò ne' maneggi della repubblica al tempo della guerra de! Peloponneso, nella quale l'opera sua fu di grande importanza; poiché e pretore fu comandante delle truppe pedestri; ed ammiraglio fece per mare grandi imprese. Per le quali cagioni fu onorato in modo particolare. Imperciocché fu a lui solo dato il governo di tutte le ìsole. Nella qual carica prese Fera, colonia degli Spartani. Era anche pretore sul finire della guerra del Peloponneso, allorché in vicinanza del fiume d'Ege fu l'esercito ateniese vinto da Lisandro. Ma in quell'azione non si trovò, e perciò ebbe ella peggior condotta. Imperciocché essendo egli abilissimo nel mestiere della guerra, e generale avvedutissimo, niuno era a quei tempi, il qual dubitasse, che, se egli vi era, gli Ateniesi avuta non avrebbero quella sconfitta.
II. Ridotte poi le cose a cattivo stato , avendo inteso che si assediava la patria, non cercò dove vivere egli ir, sicuro, ma da che parte procacciar potesse soccorso ai suoi cittadini. Pertanto andò a trovar Farnabazo satrapo iella Jouia e della Lidia, e genero del re ed anche parente : appo del quale s'acquistò gran credito a costo di molte fatiche e di molti pericoli. Imperciocché allorquando gli Spartani, vìnti gli Ateniesi, non volendo mantenere la lega fatta con Artaserse, mandarono Agesilao a far la guerra in Asia, mossi spezialmente da Tisaferne, che dopo essere stato tra gli intimi del re, s'era dall'amicizia di lui distolto per collegarsi cogli Spartani, contro costui fu Farnabazo condottiere di nome, ma di fatti l'esercito era governato da Conone, e ogni cosa fece secondo i suoi ordini. Questi rattenne assai quel gran, capitano Agesilao, e spesso si oppose a' di lui disegni. Ed era pubblico, che senza costui avrebbe Agesilao tolto l'Asia ai fe insino al monte Tauro. Dappoiché fu da' suoi cittadini in patria richiamato, perchè i Beozii e gli Ateniesi ave-»»a dieliiarato la guerra agli Spartani, Conone si teftt-