Storia arcana ed aneddotica d'Italia di Fabio Mutinelli
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tempi; perų havcndomi egli fatto grazia della copia d una tal lettera. I ho voluta qui sotto far stampare ad intelligenza d'ogn' uno. Fila dunque cosė comincia.
Poiché la V. S. non ha potuto esser presente alla Processione, che cosė solennemente s č fatta il giorno di S. Pietro 20 giugno di quest'anno 1585 per la venuta dei signori Giapponesi, mi ha parso con questa mia di darle di essa qualche ragguaglio, acciocché quello, che presentialmente non ha potuto vedere, lo vegga almeno per mezzo di questa con il suo intelletto; al quale lascierō di considerare quel pių, che io non descrivo, essendo la cosa invero, et per l'apparato, et per le ricchezze, et per il numero degli astanti, ma pių per le bellissime inventioni, impossibile da esser puntualmente né in scrittura, né a bocca rammemorata.
Le dico adunque, che essendosi da questo Illustrissimo Senato per la venuta di questi signori ordinato, che la Processione solita farsi il giorno dell' apparitione di S. Marco, che fu il Lunedė, fosse transportata al Sabbato, festa di S. Pietro ( per causa di che havevano anco fatto lasciar le tende, o panni, che per la procession del giorno del Corpo di Christo erano state poste sopra pertiche eminenti d'intorno la Piazza, et altrove, dove č solito di passare ) fu il detto giorno la mattina avanti 1' apparir del sole, cosė riempiuto d' ogni intorno la Piazza, e Corte di Palazzo, e le fenestre, e tetti delle case, che era un stupore a vederlo, che fu estimato veramente, che quel popolo eccedesse la summa di 80 mila persone ; cosa che diede da stupire a cadauno.
La Chiesa di S. Marco era parimente da ogni canto ripiena di gente in modo, che non si poteva mover il passo, e vi si era fatto un palco novo per li cantori, ed aggiunto un organo portatile; acciocché insieme con li due notabili di Chiesa, e gli altri strumenti musicali facesse pių celebre 1' armonia, dove intervennero i primi Cantori, et Sonatori, che si ritrovino in queste parti.
Venne l'Illustrissima Signoria, senza perō il Serenissimo Pren-cipe, che dalla vecchiezza impedito, se ne slava riposatamente nel suo Palazzo : vennervi anco i signori Giapponesi ; et cosė si diede principio alla Messa, cantata in quattro chori con quella solennitā, che si ricerca, et che ben puō V. S. imaginare. Finita si partirono i signori Giapponesi, et per meglio godere 1' apparato, la moltitudine delle genti, et
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