Appendice: Un'esperienza di guerra
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Un triste fenomeno cominciava a verificarsi nei campi di concentramento a danno, come sempre, dei poco-abbienti o dei nullatenenti, ai quali appartenevo anch'io. Molti, alla data dell'8 settembre ed al momento della dissoluzione, avevano manomesse le casseforti militari, altri più fortunati avevano avuto la possibilità, perché facilitati da circostanze più favorevoli, di portare con loro oltre allo zaino anche delle cassette militari con oggetti di corredo e viveri, che, aiutati dal caso o dalla Provvidenza, riuscivano a sottrarre alle perquisizioni.
Siccome nei campi di concentramento, nella lotta per l'esistenza s'iniziava la serie dei baratti o il commercio di pane e di tabacco con sentinelle e militari tedeschi, i quali imponevano dei prezzi elevatissimi, i prigionieri capitalisti, che disponevano di molto denaro liquido, elevavano le ragioni di scambio in modo tale da eliminare completamente dal mercato i nullatenenti, per i quali la situazione diventava sempre più tragica. Per di più l'incognita del futuro pesava sempre più ed assumeva tinte sempre più fosche per i poveri prigionieri, che di nulla disponevano se non della biancheria che portavano addosso. A questa categoria, ho già detto, apparteneva il sottoscritto.
Restammo a Bad Orb circa sette giorni. In questo periodo la domanda di adesione alla repubblica fu rinnovata ad ognuno singolarmente per altre due volte dai Comandi tedeschi. A questi due inviti risposi ancora negativamente. Il giorno prima di partire da Bad Orb si presentò una Commissione italiana composta da fascisti e da Ufficiali, la quale ripetette a tutti la nota domanda. Anche questa volta risposi di no. A risposte negative seguivano, come già detto, ingiurie da parte dei tedeschi. Il vitto diventava sempre più irregolare e limitato.
L'8 ottobre si parte da Bad Orb, caricati su vagoni-merce, come sopradescritto e dopo aver attraversato tutta la Germania, la Cecoslovacchia, la Polonia ci fermiamo a Tarnopol, il campo più lontano verso oriente. A Tarnopol giungiamo verso il 19 ottobre. Non descrivo la vita di Tarnopol perché la solita vita del prigioniero e dell'internato (distinzione d'ordine giuridico nelle quali si affannavano le Ambasciate tedesche ed italiane, mentre a noi mancavano tutte le cure sia che fossimo considerati internati che prigionieri.)
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