Appendice: Un'esperienza di guerra
pagina 8
Quanto tempo ancora sarebbero durati i nostri patimenti? I Russi allora cominciavano a dare segni di ripresa, ma la Francia era ancora occupata dai tedeschi, come anche l'Italia settentrionale e centrale. Quindi per quanto gli alleati potessero accelerare le loro operazioni di guerra, questa minimo doveva prolungarsi ancora per altri otto-dieci mesi, secondo i calcoli che i più realisti facevano. Gli illusi parlavano di poche settimane. La guerra invece, come ormai è noto, riferendoci al dicembre 1943, durava ancora per altri sedici mesi.
A Tarnopol restammo fino al 27 dicembre 1943, data nella quale fummo caricati su vagoni-merce nella nota maniera e condotti verso ignota destinazione. Dopo quattro giorni di viaggio, giungemmo a Biala-Podlaska, sita a nord-est di Varsavia.
Ci ospitarono in una baracca quasi rotta, gelida e ci fu assegnata della paglia bagnata per dormire. Lì eravamo lasciati a tempo indeterminato in attesa di sistemazione.
Se a Tarnopol avevo in tre mesi assistito ai funerali di due Ufficiali, compagni di sventure, morti per sopravvenuta tubercolosi, a Biala in una sola settimana assistemmo a tre funerali, di cui due morti per malattia e per mancanza di cure. I medici parlavano sempre di tubercolosi in seguito ad indebolimento dell'organismo. Il terzo morì suicida, per disperazione e preoccupato che fosse ormai anche lui tubercolotico.
La vita era impossibile e sembravamo tutti destinati a morire. Nessuna speranza di salvezza. Quanto affermo può essere testimoniato da alcuni miei concittadini, che trovai a Biala e che ebbero la fortuna di raggiungere l'Italia e quindi Teramo sin dal maggio dell'anno scorso. Sapevamo che in quei giorni sarebbe venuta una nuova Commissione per invitarci non più all'adesione, essendo ormai i quadri delle quattro divisioni fasciste già al completo, ma ad offrirci la possibilità di presentare una domanda generica di eventuale adesione alla repubblica sociale da prendere in esame dalle autorità fasciste e tedesche per la loro eventuale accettazione.
Dalle famiglie dell'Italia settentrionale pervenivano cartoline nelle quali si comunicava che realmente molti di quelli che avevano presentato la detta domanda erano già da tempo rientrati in Italia.
|